Consulenti finanziari sempre più ricchi, ma quanto guadagnerà un consulente finanziario dopo MIFID II?

Sicuramente diminuirà il livello del 2,5-3% all’anno di fees. Ecco perchè. Ma in UK è successo il contrario.

mifid-IIIl risparmio degli italiani affidato alle reti è salito a fine settembre al massimo storico di 451 mld di euro, +2,9% da fine giugno. La crescita, spiega Assoreti, coinvolge principalmente il risparmio gestito (+3,8%). Il 29% del patrimonio di fondi e sicav collocato tramite le reti, la parte restante si riferisce principalmente al collocamento tramite gli sportelli bancari.

A partire dal 3 gennaio 2018 (salvo ulteriori rinvii) cambierà però il modo di fare consulenza finanziaria. I maggiori cambiamenti riguarderanno l’ambito remunerativo, per via dell’introduzione della consulenza su base indipendente pagata a parcella dal cliente, e l’attività di relazione con il cliente stesso, vista la maggiore preparazione richiesta per offrire un servizio di consulenza al passo con le novità di mercato. Perché anche nel caso della consulenza non indipendente il livello qualitativo del servizio dovrà alzarsi. Infatti la direttiva prevede che la consulenza possa essere pagata direttamente dal cliente o tramite commissioni caricate sul prodotto. A incidere sul futuro della professione di consulente finanziario saranno anche la maggiore concorrenza tra le diverse tipologie di professionisti che operano sul mercato, grazie all’avvio del nuovo Albo unico dei consulenti finanziari, e la maggior trasparenza che passa attraverso l’esplicitazione dei costi e l’attività di product governance. E la voce costi inciderà più di altre perché molti operatori non sono ancora abituati a evidenziarli ai clienti.

Una delle novità più importanti della direttiva prevede l’obbligo di esplicitare qual è il costo di distribuzione del prodotto. La direttiva prevede che il consulente debba fornire su base periodica la rendicontazione, in cui rientra tutto quello che passa tra rendimento lordo e rendimento netto: in questo modo il cliente avrà di fronte l’ammontare dei costi totali espressi in euro e non più in percentuale, come invece accade adesso. «C’è poi l’obbligo di trasparenza anche nelle azioni svolte dal consulente per il cliente in termini di valutazione e adeguatezza dei prodotti», ha spiegato Maurizio Bufi, presidente Anasf, nel corso di Consulentia 2016, che si è svolta a Treviso nei giorni scorsi. Le scelte effettuate dal consulente dovranno essere motivate sempre in forma scritta e tutto andrà tracciato e archiviato. Inoltre c’è la best execution: il consulente quando andrà a fare uno switch tra due prodotti dovrà fornire una motivazione articolata. «Quindi per continuare a ricevere le retrocessioni il consulente dovrà aumentare la qualità del servizio e questa attività deve essere effettuata in maniera continuativa», ha aggiunto Bufi. «La trasparenza toglierà una delle barriere psicologiche per passare alla consulenza remunerata a parcella».

Le nuove regole quindi sono: adeguatezza dei prodotti, uso di metodologie tracciabili per selezionarli, vincoli di product governance e monitoraggio del portafoglio. Per fare tutto ciò l’intermediario dovrà potenziare le strutture centrali che si occupano di prodotti e mercati e che dovranno incrociarsi con le esigenze dei clienti. «Il consulente dovrà rafforzarsi nella relazione, dovrà parlare meno di prodotti e più di bisogni. L’impatto di Mifid II sta nell’aver fatto evolvere la consulenza da servizio accessorio a prestazione di valore», ha concluso Bufi. Una sfida per il settore, che promette di rafforzare la competitività a tutto vantaggio dei risparmiatori finali. Ma anche una gatta da pelare, dato che sta per finire l’epoca nebulosa della mancanza di consapevolezza su quanto costano i prodotti e quanto le commissioni.

In UK dove una normativa simile alla MiFID II, la cosidetta RDR (Retail and Distribution Review), già è operativa da 3 anni  il fatturato dei consulenti finanziari si è però accresciuto del 16%, mentre il numero di società è aumentato del 6% portandosi a 4.864 unità.

L’impatto della nuova regolamentazione che riduce drasticamente il pagamento di commissioni dagli intermediari ha determinato una netta ricomposizione del fatturato delle società di consulenza: mentre nel 2012 le commissioni retrocesse dalle case prodotto rappresentavano l’80% del fatturato, nel 2015 la quota si è ridotta al 31% mentre l’apporto delle parcelle di consulenza (fees) è salito al 62% del totale. Per quanto attiene alla tipologia della consulenza finanziaria, la FCA rileva che la gran maggioranza delle società (83%) fornisce il servizio su base indipendente mentre solo il 14% offre la propria consulenza in modalità “restricted”; il 3% delle società propone invece entrambe le forme di consulenza.

Le società che forniscono il servizio su base “restricted”, pur essendo numericamente una minoranza, rappresentano ben il 62% del fatturato, anche per la presenza in tale aggregato delle società di maggiori dimensioni. Esaminando la distribuzione del numero dei consulenti finanziari per classi dimensionale della società di appartenenza si può notare che 2.013 consulenti operano individualmente, 5.271 in società con 2-5 addetti, 4.000 in società con 6-50 addetti e 8.440 in 22 società con più di 50 consulenti finanziari. Per quanto attiene le modalità di pagamento delle parcelle di consulenza FCA evidenzia che la metodologia “facilitata” (che consiste nel pagamento degli advisor da parte del cliente per il tramite del fornitore del prodotto o della piattaforma) copre l’81% delle commissioni iniziali ed il 74% delle commissioni ricorrenti.

Il pagamento diretto della parcella da parte del cliente ammonta al 19% delle commissioni iniziali ed al 26% delle ricorrenti. Le commissioni e le parcelle di consulenza sono determinate dalle società di consulenza applicando una percentuale rispetto al patrimonio del cliente (48% delle società), un importo fisso (22%), un compenso orario (20%) oppure una combinazione tra le diverse forme di fatturazione (10%). L’importo delle fees applicate varia per le commissioni iniziali tra un minimo dell’1% ad un massimo del 3%; le commissioni ricorrenti variano tra lo 0,5% e l’1% su base annua. Le società di consulenza che adottano per il proprio servizio una tariffa oraria, applicano un compenso compreso tra 150 e 195 sterline all’ora.

Fonte: Notiziario Finanziario e Advisoronline

Flash News: reso noto il numero di promossi dell’Esame IVASS 2016. Solo il 19,3% dei partecipanti è passato (meno di 1 su 5)

L’IVASS ha appena reso noto oggi pomeriggio con un suo comunicato ufficiale i dati ufficiali di sintesi relativi alla prova di idoneità dello scorso Luglio per l’iscrizione alle sez. A e B del nel RUI.

risultati-2016

Il numero totale dei candidati iscritti all’esame di quest’anno è stato 5.816 (in aumento di circa il 2,5% rispetto al 2015, anno in cui si erano iscritte 5.677 persone).

Solo il 56 % di questi si è presentato a Roma per partecipare effettivamente alla prova (nel 2015 i partecipanti i partecipanti erano molti di più, il 65%, a testimonianza che l’esame è selettivo già prima che cominci).

I promossi alla prova scritta sono stati l’11% dei candidati totali (nel 2015 erano l’8% e nel 2014 il 14%) e circa il 19% dei partecipanti effettivi presenti all’esame (nel 2015 erano il 12% e nel 2014 il 24%).

Di seguito tutti i dati relativi agli ultimi 8 anni.

esito-esame

Dall’analisi dei dati degli anni precedenti emerge che nel 2016 il tasso di promossi è aumentato rispetto al 2015 passando dal 12% (meno di 1 promosso su 6) al 19% (1 su 5), ma è andata peggio che nel 2014. Il dato del 2016 è inoltre poco più alto della media storica di promozione che si attesta al 18%. Rimane alto infine il numero di iscritti non partecipanti, quasi la metà (il 56%) si è iscritto ma non si è presentato all’esame.

Si attende adesso il bando d’esame 2017.

Suggeriamo a tutti coloro che fossero interessati a partecipare all’esame di registrarsi sul nostro sito, lasciando il proprio indirizzo e-mail nell’apposito riquadro qui in alto a destra. Provvederemo noi ad avvisarvi quando uscirà il bando. Più di 4.400 candidati all’esame si sono già iscritti al nostro servizio!

7 Novembre termine ultimo per iscriversi all’esame di Milano di Dicembre

OCFVi ricordiamo che lunedì prossimo 7 Novembre è l’ultimo giorno disponibile per iscriversi all’ultimo appello del 2016.

Le prove valutative si terranno il 13 – 14 – 15 – 16 Dicembre a Milano.

L’OCF comunica anche che in considerazione dell’elevato numero di domande pervenute aper l’espletamento della prova valutativa relativamente all’appello II della sessione V indetta dell’anno 2016, la prova valutativa si svolgerà per la sola sede di Milano anche il giorno 12 dicembre 2016 (pomeriggio). La domanda di partecipazione potrà essere presentata dalla data di pubblicazione del comunicato relativo in Gazzetta Ufficiale entro e non oltre le ore 17.00 del 15 novembre 2016 unicamente da coloro che non hanno già presentato domanda per l’appello I della stessa sessione (svolto nella sede di Roma), utilizzando esclusivamente l’applicazione disponibile sul portale dell’OCF nell’area riservata agli aspiranti consulenti finanziari abilitati all’offerta fuori sede.

Per iscriversi subito potete cliccare qui:

https://www.albopf.it/web/area_pubblica/base/aspirantiguest

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[Nuovo libro] Le best practice del promotore finanziario. È semplice fare il PF se hai gli strumenti per farlo

Recensione

Le best practice del promotore finanziario

Qual è il segreto di un promotore di successo? Quali sono i comportamenti adatti per raggiungere gli obiettivi? Quali sono le capacità che in un contesto come quello attuale possono fare la differenza? Come posso pianificare la mia attività in modo strategico? Come posso incrementare l’efficacia della mia attività? Come posso creare relazioni efficaci con i miei clienti?

Queste sono solo alcune delle domande alle quali abbiamo cercato di rispondere in questo libro. Non teorie, ma il risultato di una ricerca attraverso una serie di interviste, dei fattori di eccellenza del moderno promotore finanziario. Gli autori approfondiscono concetti che sono alla base dell’attività del promotore finanziario (mission, credenze, valori,…) con esempi concreti di professionisti che hanno espresso la loro idea della professione di consulente. Una cassetta degli attrezzi. Strumenti di immediata e concreta applicazione con l’obiettivo di creare “consapevolezza” in modo da essere in grado di analizzare comportamenti funzionali e disfunzionali per avere la possibilità di scegliere che promotore vogliamo essere o diventare. Conoscere se stessi, possedere se stessi e trasformare se stessi. È proprio questo a cui dovrebbe tendere ogni individuo: imparare progressivamente a conoscersi, a capirsi, ad accettarsi, a scoprire le proprie potenzialità, a vivere con la totalità del proprio essere, diventando sempre più consapevole della sua fondamentale libertà e possibilità di gestione creativa e responsabile.

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10 Ottobre termine ultimo per iscriversi all’esame a Roma di Novembre e a Milano di Dicembre

L’OCF ricorda oggi che il 10 ottobre per la sede di Roma e il 7 novembre per la sede di Milano si chiudono le iscrizioni per le due ultime sessioni di prove valutative del 2016.

L’OCF comunica inoltre che la sessione di Milano in particolare, con appelli previsti dal 13 al 16 Dicembre, risulta già impegnata più del 50% della capienza potenziale.

Per iscriversi subito potete cliccare qui:

https://www.albopf.it/web/area_pubblica/base/aspirantiguest

[Nuovo libro] L’imprendi(promo)tore. Manuale di imprenditorialità per il consulente finanziario

Recensione

L'imprendipromotore

Il consulente finanziario: libero professionista o imprenditore? Imprenditore, senza alcun dubbio.

Quella del promotore/consulente finanziario è un’attività che sta completamente cambiando “pelle”. Essere bravi è una condizione necessaria, ma non più sufficiente.

Oggi al promotore/consulente finanziario è richiesta la capacità di sviluppare il proprio business attraverso la crescita armonica di competenze tecniche, organizzative e relazionali: le stesse competenze necessarie all’imprenditore per governare con successo la propria azienda.

In questo libro troverai tutto ciò che ti serve per poter cominciare a pianificare, con successo, la tua strategia imprenditoriale. Tool, schemi, suggerimenti per poter meglio focalizzare che cos’è la tua impresa e, in termini prospettici, come potrà svilupparsi. Leggere questo libro ti aiuterà a:

  • prepararti al futuro della professione;
  • considerare la tua attività professionale sotto un’altra prospettiva: quella imprenditoriale;
  • focalizzarti su ciò che è più importante per garantire crescita e prosperità alla tua azienda;
  • definire un’adeguata strategia e metterla in atto;
  • ridisegnare il tuo modello di business creando valore per te e i tuoi clienti.

Autore del libro è Enrico Florentino, è CEO e partner di Strategike Srl (www.strategike.com), società di consulenza e strategia d’impresa. Dopo aver conseguito un MBA International presso la CUOA Business School è diventato imprenditore mettendo a frutto un’esperienza di oltre 25 anni come consulente finanziario e manager. Si occupa di innovazione dei modelli di business, di marketing e vendite. È autore del blog www.enricoflorentino.it.

Per acquistare il libro puoi cliccare qui.

Come sarà la distribuzione assicurativa in Italia tra 10 anni

Rilanciamo l’intervista di oggi a Salvatore Infantino pubblicata sul sito www.ioassicuro.it

 

Che fine faranno agenti, broker, comparatori, Compagnie tradizionali e online, Poste?

Abbiamo provato ad immaginare come sarà l’intermediazione assicurativa tra 10 anni, analizzando le attuali tendenze in atto.
Ecco come crediamo si evolverà il settore nel prossimo futuro:
1) A crescere di più non saranno i grandi colossi assicurativi, ma le medie Compagnie plurimandatarie con forte tecnologia a favore degli intermediari
Le grandi Compagnie si preoccuperanno di fare più utili che fatturato preoccupandosi maggiormente della gestione tecnica e del combined ratio più che dell’espansione a tutti i costi.
La Compagnia che semplificherà il lavoro dei propri intermediari, sburocratizzandolo, sarà la più ambita sul mercato. Quella che permetterà agli intermediari di dialogare più facilmente con la direzione, permettendo di assumere facilmente rischi buoni e meno buoni diventerà la Compagnia di riferimento per il mercato. Processi semplici, accessibilità, facilità di dialogo e velocità saranno i fattori chiave per vincere. Una solida infrastruttura tecnologica e un forte team assuntivo con capacità comunicative e commerciali gli asset che faranno la differenza.
2) Tornerà a crescere il numero degli agenti
Il numero delle agenzie sul mercato si consoliderà. Si invertirà il trend e il numero degli agenti, diminuito in questi ultimi 10 anni, tornerà leggermente a crescere per due motivi:
– la competizione tra le Compagnie al fine di acquisire portafogli spinge sempre di più a concedere mandati agenziali ai subagenti con portafogli oltre 750.000 euro;
– le Compagnie plurimandatarie hanno sempre più bisogno di espandere la propria rete commerciale.
Questi due trend invertire la tendenza opposta delle Compagnie più grandi a consolidare la rete chiudendo le agenzie più piccole. A testimonianza di ciò nel 2015 Unipolsai ha chiuso su 3.500 solo una cinquantina di agenzie. In periodo di magra è infatti meglio rinviare processi di aggregazione forzata contro la volontà degli agenti perchè portano inevitabilmente a perdite di portafoglio.
3) I Gruppi Agenti saranno sempre più potenti e autonomi
Il plurimandato ha messo gli agenti in posizione di forza. Le Compagnie dovranno (sempre più) trattare con i gruppi agenti per evitare il pericolo di spostamenti di massa del portafoglio verso altre Compagnie.
4) Broker: un mestiere sempre più di nicchia
La figura del broker classico che compara le offerte e trova la polizza su misura sarà parte del passato per via di diversi fattori:
– i prodotti sempre più standard proposti dalle Compagnie penalizzeranno l’approccio classico del broker, che da consulente si trasformerà in distributore;
– sul retail e le piccole e medie aziende (il mercato di elezione dei broker in questi anni) la concorrenza degli agenti mono e plurimandatari sarà sempre più forte e l’agente potrà contare su più leve commerciali rispetto al broker (in primis quella della flessibilità tariffaria ovvero l’arma dello “sconto”).
Il mercato vedrà ridurre il numero delle società di brokeraggio, soprattutto quelle medie, che già oggi stanno provando a fondersi per continuare a vivacchiare. Ma due debolezze non fanno una forza e anche loro si estingueranno. Anche i grandi broker hanno ormai margini molto ristretti a causa della concorrenza feroce che si sono fatti in questi anni e che ha depauperato il mercato nel suo complesso.
Andranno avanti i broker digitali, che fanno della comparazione online e dell’e-commerce il loro mestiere, e quelli di nicchia con una rete commerciale ben radicata sul territorio.
5) Subagenti: Si fermerà la campagna acquisti e ci si dovrà rivolgere ai neofiti
Si fermerà la crescita avvenuta in questi anni del numero degli intermediari iscritti in sez. E. La penetrazione in termini di numero di intermediari assicurativi sul territorio è ormai la più alta in Europa (dopo la Polonia) e le dimensioni medie dei portafogli tra le più basse.
Si consoliderà la guerra tra Compagnie al fine di acquisire portafogli dalla concorrenza reclutando i subagenti degli altri. Una volta avvenuti tutti i passaggi di portafoglio, nel momento in cui non ci sarà più nessuno da comprare perché il grosso è già stato fatto, i recruiter dovranno necessariamente rivolgersi ai neofiti.
Si dovrà uscire dalle logiche attuali che prevedono un corso di 60 ore per poi essere messi davanti ad una scrivania con un elenco telefonico a procacciare i clienti, finiranno le logiche di crescita legate al turnover dei neofiti che restano per 6 mesi – 1 anno e poi scappano. Si dovrà creare una nuova proposta di valore, un percorso di formazione interno alle Compagnie che valorizzi la professione. Si dovrà fare insomma formazione vera, più che addestramento.
6) I comparatori online non cresceranno più
Il business dei comparatori andrà in crisi. La maggior parte degli italiani è ormai in una classe di merito superiore alla 4°, con premi medi pagati sotto i 500 euro. Risparmiare anche 50 euro cambiando Compagnia sarà sempre più difficile. I comparatori (e le Compagnie online) avranno qualche margine su situazioni residuali come i giovani in classe 14esima o le provincie più sinistrose. Sarà necessario per loro strutturare delle reti commerciali sul territorio. Molte, come ad esempio Facile o Chiarezza, lo stanno già facendo.
7) Le Compagnie online non cresceranno più e dovranno cambiare business model
Già oggi il tasso di crescita si è fermato e molte Compagnie online operano ad insostenibili combined ratio sopra il 100%. La crescita sarà solo possibile se si struttureranno con reti commerciali sul territorio come le Compagnie classiche. Questo esperimento che ha già provato Genialloyd è l’unica strada per loro, anzi il poter disporre di una struttura leggera, potente a livello tecnologico, unito ad una rete commerciale agile e plurimandataria potrà fare la differenza e permettere di crescere a tassi doppi rispetto al mercato.
8) La raccolta di Poste resterà sempre marginale se non apre all’RC Auto
Lo sviluppo nel business danni di Poste resta condizionato all’entrata nel mercato RC Auto. Senza questo elemento il tasso di crescita nel Ramo Danni sarà comparabile a quello della bancassurance (e cioè minimo).

Abbiamo provato ad immaginare come sarà l’intermediazione assicurativa tra 10 anni, analizzando le attuali tendenze in atto.

Ecco come crediamo si evolverà il settore nel prossimo futuro:

1)      A crescere di più non saranno i grandi colossi assicurativi, ma le medie Compagnie plurimandatarie con forte tecnologia a favore degli intermediari

Le grandi Compagnie si preoccuperanno di fare più utili che fatturato, preoccupandosi maggiormente della gestione tecnica e del combined ratio più che dell’espansione a tutti i costi.

La Compagnia che semplificherà il lavoro dei propri intermediari, sburocratizzandolo, sarà la più ambita sul mercato. Quella che permetterà agli intermediari di dialogare più facilmente con la direzione, permettendo di assumere facilmente rischi buoni e meno buoni diventerà la Compagnia di riferimento per il mercato. Processi semplici, accessibilità, facilità di dialogo e velocità saranno i fattori chiave per vincere. Una solida infrastruttura tecnologica e un forte team assuntivo con capacità comunicative e commerciali gli asset che faranno la differenza.

2)      Tornerà a crescere il numero degli agenti

Il numero delle agenzie sul mercato si consoliderà. Si invertirà il trend e il numero degli agenti, diminuito in questi ultimi 10 anni, tornerà leggermente a crescere per due motivi:

– la competizione tra le Compagnie al fine di acquisire portafogli spinge sempre di più a concedere mandati agenziali ai subagenti con portafogli oltre 750.000 euro;

– le Compagnie plurimandatarie hanno sempre più bisogno di espandere la propria rete commerciale.

Questi due trend invertiranno la tendenza opposta delle Compagnie più grandi a consolidare la rete chiudendo le agenzie più piccole. A testimonianza di ciò nel 2015 Unipolsai ha chiuso solo una cinquantina di agenzie su 3.500. In periodo di magra è infatti meglio rinviare processi di aggregazione forzata contro la volontà degli agenti perchè portano inevitabilmente a perdite di portafoglio.

3)      I Gruppi Agenti saranno sempre più potenti e autonomi

Il plurimandato ha messo gli agenti in posizione di forza. Le Compagnie dovranno (sempre più) trattare con i gruppi agenti per evitare il pericolo di spostamenti di massa del portafoglio verso altre Compagnie.

4)      Broker: un mestiere sempre più di nicchia

La figura del broker classico che compara le offerte e trova la polizza su misura sarà parte del passato per via di diversi fattori:

– i prodotti sempre più standard proposti dalle Compagnie penalizzeranno l’approccio classico del broker, che da consulente si trasformerà in distributore;

– sul retail e le piccole e medie aziende (il mercato di elezione dei broker in questi anni) la concorrenza degli agenti mono e plurimandatari sarà sempre più forte e l’agente potrà contare su più leve commerciali rispetto al broker (in primis quella della flessibilità tariffaria ovvero l’arma dello “sconto”).

Il mercato vedrà ridurre il numero delle società di brokeraggio, soprattutto quelle medie, che già oggi stanno provando a fondersi per continuare a vivacchiare. Ma due debolezze non fanno una forza e anche loro si estingueranno. Anche i grandi broker hanno ormai margini molto ristretti a causa della concorrenza feroce che si sono fatti in questi anni e che ha depauperato il mercato nel suo complesso.

Andranno avanti i broker digitali, che fanno della comparazione online e dell’e-commerce il loro mestiere, e quelli di nicchia con una rete commerciale ben radicata sul territorio.

5)      Subagenti: Si fermerà la campagna acquisti e ci si dovrà rivolgere ai neofiti

Si fermerà la crescita avvenuta in questi anni del numero degli intermediari iscritti in sez. E. La penetrazione in termini di numero di intermediari assicurativi sul territorio è ormai la più alta in Europa (dopo la Polonia) e le dimensioni medie dei portafogli tra le più basse.

Si consoliderà la guerra tra Compagnie al fine di acquisire portafogli dalla concorrenza reclutando i subagenti degli altri. Una volta avvenuti tutti i passaggi di portafoglio, nel momento in cui non ci sarà più nessuno da comprare perché il grosso è già stato fatto, i recruiter dovranno necessariamente rivolgersi ai neofiti.

Si dovrà uscire dalle logiche attuali che prevedono un corso di 60 ore per poi essere messi davanti ad una scrivania con un elenco telefonico a procacciare i clienti, finiranno le logiche di crescita legate al turnover dei neofiti che restano per 6 mesi – 1 anno e poi scappano. Si dovrà creare una nuova proposta di valore, un percorso di formazione interno alle Compagnie che valorizzi la professione. Si dovrà fare insomma formazione vera, più che addestramento.

6)      I comparatori online non cresceranno più

Il business dei comparatori andrà in crisi. La maggior parte degli italiani è ormai in una classe di merito superiore alla 4°, con premi medi pagati sotto i 500 euro. Risparmiare anche 50 euro cambiando Compagnia sarà sempre più difficile. I comparatori (e le Compagnie online) avranno qualche margine su situazioni residuali come i giovani in classe 14esima o le provincie più sinistrose. Sarà necessario per loro strutturare delle reti commerciali sul territorio. Molte, come ad esempio Facile o Chiarezza, lo stanno già facendo.

7)      Le Compagnie online non cresceranno più e dovranno cambiare business model

Già oggi il tasso di crescita si è fermato e molte Compagnie online operano ad insostenibili combined ratio sopra il 100%. La crescita sarà solo possibile se si struttureranno con reti commerciali sul territorio come le Compagnie classiche. Questo esperimento che ha già provato Genialloyd è l’unica strada per loro, anzi il poter disporre di una struttura leggera, potente a livello tecnologico, unito ad una rete commerciale agile e plurimandataria potrà fare la differenza e permettere di crescere a tassi doppi rispetto al mercato.

8)      La raccolta di Poste resterà sempre marginale se non apre all’RC Auto

Lo sviluppo nel business danni di Poste resta condizionato all’entrata nel mercato RC Auto. Senza questo elemento il tasso di crescita nel Ramo Danni sarà comparabile a quello della bancassurance (e cioè minimo).

Salvatore Infantino

Fondatore e Amministratore di Insurance Lab

www.formazione-assicurativa.it

Twitter: https://twitter.com/sinfantino

Linkedin: https://www.linkedin.com/in/salvatoreinfantino/it

INTERVISTA a Salvatore Infantino su “IL BROKER”: “Perché l’Esame IVASS per diventare Agente e Broker è così difficile?”

Rilanciamo l’intervista a Salvatore Infantino pubblicata oggi dal blog “Il Broker”

La redazione de Il Broker ha intervistato oggi Salvatore Infantino, autore del manuale “Intermediario Assicurativo e Riassicurativo” pubblicato da Edizioni Giuridiche Simone per la preparazione all’esame IVASS per l’iscrizione alle sez. A e B del RUI.

Infantino, noto influencer del settore assicurativo, è anche fondatore e presidente di Insurance Lab, società di formazione leader nei Corsi di Preparazione all’Esame IVASS per Agente e Broker di Assicurazione.

Abbiamo posto a Salvatore Infantino alcune domande sul perché l’esame è così selettivo e il tasso di promossi, in determinati anni, ha toccato minimi addirittura del 4%.

Student working on homework in classroom

REDAZIONE: Perché l’IVASS ha reso questo esame così rigoroso?

INFANTINO: L’IVASS ha ribadito, in più sedi, che si tratta di una patente di abilitazione all’esercizio di una professione delicata e pertanto non intende banalizzare l’esame, piuttosto intende mantenere un focus sulla conoscenza della normativa di settore, soprattutto quella a tutela dell’assicurato.

REDAZIONE: Quali sono le difficoltà che gli iscritti all’esame evidenziano?

INFANTINO: Direi anzitutto la tipologia della prova: L’esame oggi consiste in un test a risposta multipla di 50 domande con 3 possibili risposte. Un tipo di prova apparentemente semplice. La complicazione sta nel tempo a disposizione ridotto (c’è solo 1 minuto e mezzo per rispondere ad ogni domanda) e nella penalizzazione applicata in caso di risposta errata (-0,5 punti).

A differenza del tema scritto o della prova orale, questo tipo di prova ha il vantaggio di essere obiettiva e trasparente, ma dall’altro lato crea non pochi problemi ai candidati.

Gli italiani infatti, sin da piccoli, sono abituati ad essere valutati a scuola con interrogazioni orali o compiti scritti e non attraverso test (come invece accade per gli inglesi e gli americani). È quindi un tipo di prova cui non siamo abituati. Per molti spesso si tratta del primo test a risposta multipla nella loro vita (dopo i quiz per la patente).

Non si conoscono le strategie per gestire il tempo ridotto, la penalità in caso di risposta errata, i trabocchetti dietro l’elaborazione delle domande e come gestire lo stress psicologico da concorsone pubblico con oltre 5.000 candidati.

Per questo motivo tutti i miei corsi si completano con una simulazione in aula della prova scritta, durante la quale spieghiamo anche le strategie e le tattiche per gestire tempo e domande. L’approccio durante il corso è inoltre molto pratico e focalizzato sui quiz.

REDAZIONE: L’IVASS chiede ai candidati di conoscere dal diritto alla tecnica assicurativa fino ad arrivare alla disciplina del Codice del Consumo e dell’Antiriciclaggio. Un programma d’esame molto vasto, non crede?

INFANTINO: Sì, l’enorme programma è la criticità principale di questo esame. Pensi che l’ultima edizione del mio libro è arrivata a 900 pagine ed è solo una sintesi del programma di studio. Ogni anno l’IVASS emana almeno 3 – 4 nuovi regolamenti che entrano sistematicamente a far parte del programma di studio che diventa quindi sempre più vasto. Ad esempio lo scorso anno è stata introdotta la direttiva Solvency II che quest’anno sarà sicuramente parte del programma d’esame.

product_thumbnail-phpPer supportare e facilitare lo studio di coloro che ci seguono ho pubblicato insieme all’avv. Silvia Zuanon (autore del blog www.studiarediritto.it) un compendio illustrato: il Compendio di Diritto e Tecnica Assicurativa. Si tratta di un libro che riassume e schematizza i capitoli più importanti del mio manuale “Intermediario Assicurativo e Riassicurativo”. Il compendio è stato pensato per migliorare lo studio in termini di rapidità ed efficacia. Lo scopo del volume è quello di illustrare in modo semplice e intuitivo i concetti principali della disciplina assicurativa oggetto dell’esame scritto. L’uso di illustrazioni, di schemi, di una grafica accattivante e l’esposizione sintetica facilitano la memorizzazione e il ripasso di questo lungo programma d’esame.

REDAZIONE: Ci si lamenta poi che l’esame verte più sul Diritto che sulla Tecnica Assicurativa?

INFANTINO: Si, questo dipende molto dalla composizione della commissione d’esame costituita da dirigenti e funzionari dell’IVASS e da un professore di Diritto Privato o Commerciale o di diritto delle Assicurazioni che rappresenta l’unico membro esterno. La commissione è quindi costituita da teorici/accademici e non da professionisti operativi del settore. Le domande che elaborano sono quindi di riflesso soprattutto sulla normativa. Ricordiamoci che lo stesso Codice delle Assicurazioni e i Regolamenti ISVAP/IVASS sono scritti dai dirigenti dell’IVASS.

L’esame dunque verte molto sulla normativa e sul diritto e le domande del test sono formulate con un linguaggio giuridico che è un linguaggio ben diverso da quello comune e spesso difficilmente comprensibile da chi non ha studiato diritto. La difficoltà quindi sta anche nella comprensione delle domande prima ancora che nell’individuazione della risposta esatta.

Inoltre per rendere più difficili i test a risposta multipla molto spesso si formulano domande su dettagli o pieghe della normativa.

In tal senso ho voluto che nel mio corpo docente ci fosse anzitutto una docente universitaria di diritto civile affiancata da 3 specialisti per materia (RC Auto, Vita e Previdenza, Danni). È necessario infatti uno studio approfondito. Uno studio per sommi capi purtroppo non è sufficiente per un esame impostato in questo modo.

Ringraziamo molto il Dr. Salvatore Infantino per il tempo dedicatoci.

Per leggere l’articolo su Il Broker potete cliccare qui.

Quest’anno passa finalmente l’Esame IVASS!

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Lunedì 12 Settembre scade il termine per iscriversi agli esami di Ottobre di Milano

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Il 12 settembre 2016 alle ore 17.00 scade il termine per presentare la domanda di ammissione alla IV sessione d’esame di OTTOBRE che si terrà a MILANO dall’ 11 al 14 ottobre.

Per iscriversi subito cliccare qui.

 

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