Albo Promotori: più del 40% supera l’esame

Sono 1.279 i nuovi promotori finanziari usciti dalla prima e seconda sessione d’esame 2014: gli idonei, riferisce l’Apf, sono stati complessivamente il 44% su 2.908 partecipanti, con un picco di esiti positivi a Bologna (49,3%) e una percentuale più alta di insuccessi a Palermo (solo il 27,8% è risultato idoneo).

Intanto c’è tempo fino al 12 settembre 2014 per iscriversi alla terza e ultima sessione d’esame dell’anno, che si terrà tra il 7 ottobre e il 21 novembre a Bologna, Milano, Napoli, Palermo, Roma e Venezia.

Per tutte le informazioni su come diventare Promotore Finanziario potete cliccare qui.

Esiti Esame APF

Riflessioni sul futuro dell’Albo dei Promotori Finanziari (APF)

Un 2014 all’insegna del cambiamento

Futuro prossimoNei giorni scorsi Carla Rabitti, presidente dell’Apf, nel presentare la relazione per l’anno 2013 dell’Organismo per la tenuta dell’Albo dei Promotori Finanziari (APF), ha ricordato le attività principali dell’anno ma anche i progetti futuri che riguardano l’organismo. Da un lato l’andamento del settore e i volumi rendono palese un ruolo crescente dell’attività dei promotori finanziari presso gli investitori; dall’altra la prassi di mercato e l’evoluzione normativa stanno dimostrando la coincidenza di attività tra promotori e consulenti finanziari. Da qui la necessità di riunire sotto una stessa denominazione consulenti e soprattutto sotto una stesso cappello, quello appunto dell’Apf, regolamentazione e vigilanza su tutti i soggetti che esercitano a vario titolo (in mandato o in proprio) quest’attività. I tempi sono maturi: l’iter è avviato, al lavoro stanno contribuendo Consob, Mef e tutte le anime dell’Apf (Abi, Anasf, Assoreti) e si spera che nell’anno in corso venga concluso. Qui di seguito i punti salienti della relazione del presidente.

Il mercato

Nel settore del risparmio, benché siano ancora presenti le tracce della crisi di fiducia degli ultimi 5 anni, gli investitori sembrano orientarsi verso una fase di assestamento già a partiredagli ultimi mesi del 2013. In questo contesto, il comparto dei promotori finanziari ha consolidato il ruolo di consulente al fianco dei clienti anche nei momenti difficili e di tensione, non solo finanziaria. Tanto è vero che la raccolta delle reti nel 2013 con 16,6 miliardi di euro ha raggiunto il migliore risultato degli ultimi 13 anni sul risparmio gestito. Il patrimonio complessivo rappresentativo dei prodotti finanziari e dei servizi d’investimento distribuiti dalle reti ha raggiunto i 279 miliardi di euro, quello dei clienti è tornato a crescere con un + 2%. Cresce visibilmente (+70%) il numero dei nuovi iscritti all’albo e hanno sfiorato le 1700 unità i candidati idonei alle prove valutative per l’accesso alla professione, mai così numerosi da quando APF è operativo. I rapporti aperti dagli intermediari autorizzati risultano anch’essi incrementati e i mandati da promotore attribuiti dalle banche ai loro dipendenti hanno per la prima volta superato i nuovi mandati di agenzia. Quindi, sembra aumentare l’interesse verso il collocamento di di prodotti e servizi tramite l’offerta fuori sede.

La categoria e il ricambio generazionale

Sebbene meno marcata rispetto ai quattro anni precedenti, è proseguita anche nel 2013 (meno 1,8% rispetto al 2012), la contrazione di tutta la categoria, considerata da APF l’espressione di un processo di selezione della categoria, in atto da diversi anni, tenuto conto che circa l’80% dei provvedimenti di cancellazione 2013 si riferisce a promotori che non risultavano attivi al 31 dicembre 2012, e di questi quasi il 30% è relativo a soggetti che non hanno mai avuto un mandato. A questo si aggiunge l’invecchiamento della popolazione dell’Albo, con un aumento progressivo dell’età media, e la riduzione dei giovani promotori che accedono e permangono nell’Albo. I promotori under 30 nel 2013 sono infatti pari a solo l’1,8% del totale degli iscritti.

Il ruolo dei giovani

Il 2014 si è aperto con premesse importanti, in linea con alcuni indirizzi già emersi nel 2013: i provvedimenti di iscrizione adottati nei primi quattro mesi sono quasi il doppio di quelli registrati nello stesso periodo del 2013, e già più numerosi delle iscrizioni deliberate in tutto il 2012; prosegue l’incremento del numero dei candidati alle prove valutative di idoneità alla professione di promotore; aumenta la presenza femminile nell’Albo a tutti i livelli: iscrizioni, prove valutative e nuovi mandati, con percentuali comprese, per le tre tipologie, tra il 30% e il 40%. Per i giovani il quadro continua a non essere positivo, a dimostrazione del fatto che la difficoltà a crearsi un portafoglio sufficiente di clienti e i costi legati alla formazione rendono la professione problematica per le nuove generazioni. II 60% dei promotori finanziari ha maturato un’esperienza professionale superiore a 10 anni. Questo valore testimonia la competenza acquisita dai promotori, nell’interesse dei loro clienti risparmiatori.

Secondo quanto pubblicato nella Relazione Annuale 2013 dell’APF nei primi quattro mesi del 2014 i provvedimenti di iscrizione adottati sono stati pari a 1.692, un risultato quasi doppio rispetto a quanto registrato nello stesso periodo del 2013 e già superiore alle iscrizioni di tutto il 2012, ferme a 1.525. Un boom frutto dell’esodo dei bancari. Sempre l’APF segnala che i provvedimenti di iscrizione all’Albo per superamento della prova sono scesi dal 62% del 2013 al 20% del 2014; quelli per possesso dei requisiti professionali sono saliti dal 21% al 66%: “presumibile effetto anche dell’ingresso di promotori dipendenti di banca nell’Albo” spiega l’APF che dichiara di aver “conseguentemente, intensificato le attività di verifica del possesso dell’esperienza professionale, di cui al D.M. n. 472/1998, necessaria per accedere all’Albo di diritto”.

Se a questi numeri si aggiungono quelli relativi alle sessioni di esame che anche nel 2014 registrano numeri record e una significativa partecipazione di dipendenti bancari, è evidente che non è più possibile ignorare questo fenomeno.

Questi futuri consulenti finanziari abilitati all’offerta fuori sede, hanno alle spalle un percorso professionale differente rispetto a quello dei pf: vantano competenze, necessità e ambizioni diverse.

Pensare di prendere questi soggetti, introdurli in un mondo vestito su misura dei pf e aspettare che si adattino al modus operandi delle reti sarebbe un errore. Hanno delle peculiarità professionali che devono essere valorizzate e sfruttate dalle reti che non devono aspettarsi dai promotori “per nascita” e dai promotori “bancari” lo stesso servizio di consulenza. Il mondo della consulenza finanziaria vede al suo interno tre differenti anime (pf, consulenti ed ex-bancari) una buona gestione di queste anime da parte dell’Albo, delle reti, delle banche e di tutti gli attori coinvolti eviterà di generare un nuovo “effetto fisarmonica” sullo sviluppo futuro dei pf simile a quello già vissuto nei primi anni del 2000 quando l’albo vide il numero di promotori iscritti volare in soli due anni (dal 2000 al 2002) da 49.856 a 66.749, per poi tornare (nel 2006) a quota 60.902 e nel 2013 a quota 51.310. Un effetto fisarmonica che non sarebbe utile né allo sviluppo dell’industria, né ai singoli professionisti, né al cliente finale.

Il ruolo del promotore finanziario

La professione del promotore finanziario nell’ultimo quarto di secolo ha vissuto un’evoluzione continua correlata allo sviluppo dei servizi e prodotti finanziari, con una accelerazione nell’ultimo decennio per soddisfare le esigenze sempre più diversificate del cliente investitore. L’attività del promotore nell’ultimo decennio ha visto un’evoluzione repentina correlata all’evoluzione della distribuzione dei prodotti finanziari, assumendo connotazioni nuove, sempre più sofisticate, per soddisfare le esigenze del cliente. Il binomio promotore-venditore è stato ampliamente superato dal mercato, che individua il promotore finanziario come una figura di elevata professionalità che presta il servizio di consulenza finanziaria ai clienti per conto dell’intermediario di riferimento. Il promotore è ormai un consulente a 360 gradi in grado di assistere il cliente e il suo nucleo familiare in ogni momento e per tutte le esigenze della vita. Pianificare, educare e informare sono i concetti chiave attorno ai quali ruota l’attività del promotore nei confronti del cliente. Spesso l’investitore non professionale è vittima della sua stessa irrazionalità, determinata da una confusione che, quando già non nasce da una scarsa conoscenza della materia finanziaria, deriva da una mole di informazioni complesse, non omogenee e difficilmente gestibili. La finanza comportamentale spiega che spesso gli investitori, sotto l’effetto di impulsi psicologici inconsci, tendono ad entrare nel mercato quando i prezzi sono ai massimi e a uscire quando i prezzi sono “in saldo”. Il promotore aiuta il cliente a comprendere il proprio profilo di rischio e a trasformare gli obiettivi di rendimento e di risparmio in obiettivi di vita, favorendo così razionali scelte di investimento del risparmiatore. Infine, assiste nel tempo il cliente monitorando il percorso dei suoi investimenti e le esigenze di intervento. Il perseguimento di tali obiettivi è favorito dal nuovo quadro normativo comunitario in corso di approvazione, che introduce il concetto di product governance per chiarire che anche i prodotti finanziari devono essere costruiti per le esigenze degli investitori. Il comportamento complessivamente corretto dei promotori è confermato dall’esiguo numero dei provvedimenti cautelari e sanzionatori adottati da Consob che, per il 2013, hanno riguardato 83 soggetti, e cioè lo 0,26% dei promotori attivi. La figura stessa del promotore finanziario non è conosciuta dal 74% degli Italiani, una lacuna che va risolta nell’interesse stesso dei risparmiatori e della tutela del mercato. Canale online per Apf L’attenzione di APF all’efficienza operativa, alla semplificazione, ai controlli APF, in collaborazione con gli Organismi di settore, sulla base del D. Lgs. n. 141/2010, ha avviato una razionalizzazione delle modalità di accesso alle professioni, dell’aggiornamento professionale, dei controlli e dell’efficienza negli adempimenti burocratici. È stato inaugurato il 2 aprile 2013 il canale online riservato agli intermediari autorizzati (i soggetti accreditati sono 290) per consentire loro di ottemperare con efficacia e tempestività agli obblighi di comunicazione previsti dal Regolamento Intermediari n. 16190/2007. È stato concluso il processo di analisi per la dematerializzazione dei procedimenti amministrativi dell’Albo (in linea con le disposizioni del Decreto Legge 18 ottobre 2012, n. 179, “Ulteriori misure urgenti per la crescita del Paese”, e con l’obbligo a carico dei promotori finanziari attivi iscritti al Registro delle Imprese di dotarsi di PEC). Il nuovo progetto, denominato “Agenda Digitale”, risponde all’opportunità di adeguarsi alla normativa che caratterizza l’attività delle amministrazioni. È stata completata la progettazione di un’estesa piattaforma di formazione e-learning (pubblicata a gennaio 2014), gratuitamente utilizzabile dai candidati iscritti alle prove valutative, non solo per supportare la preparazione per il conseguimento dell’idoneità, ma anche per favorire l’avvio all’attività di promotore.

Sempre nel mese di gennaio 2014, è stata pubblicata sul portale web dell’Organismo la nuova piattaforma per la centralizzazione dei pagamenti elettronici ad APF, in una logica di servizio e tutela del mercato.L’obiettivo, già nel 2014, è di ampliarne le funzioni di centro di servizi prevedendo la possibilità che promotori e aspiranti promotori richiedano attestati e certificazioni di competenza APF, all’interno delle aree loro riservate.

L’attività di controllo sugli iscritti

Gli interventi descritti hanno consentito alle sezioni territoriali APF, congiuntamente al supporto dell’ufficio legale, di incrementare del 30% il numero dei controlli effettuati, portandoli ad oltre 12.000.Con riferimento al 2014, e sempre nella direzione dell’efficienza, proseguono i processi di consolidamento della struttura organizzativa, anche per l’ipotesi di eventuali ampliamenti dell’operatività, e di verifica che l’accesso all’Albo permanga riservato a candidati preparati e a figure competenti in possesso di una esperienza professionale qualificata.

Da promotori a consulenti

La prassi di mercato e l’evoluzione normativa in corso (revisione della direttiva 2004/39/CE relativa ai mercati degli strumenti finanziari, vale a dire. MiFID 2 che regolamenta la prestazione dei servizi di investimento e, con riferimento ai promotori finanziari, definisce le modalità di prestazione del servizio di consulenza, gli obblighi informativi, i requisiti professionali dei soggetti che per conto degli intermediari contattano la clientela e il regime dei conflitti di interesse) hanno dimostrato che i promotori e i consulenti svolgono la medesima attività. Tale evoluzione è stata vista con favore dalle Autorità di Vigilanza comunitarie e dalla Commissione europea, per le positive ricadute in termini di protezione del risparmiatore. Il servizio di consulenza, prestato dagli intermediari autorizzati attraverso i promotori, ha assunto importanza crescente, anche in termini di volumi, e sono in corso proposte di modifica della denominazione di “promotore finanziario”. La denominazione “consulenti finanziari” è più adeguata al momento storico, all’attività svolta e consente all’investitore di avere una migliore percezione del servizio che viene effettivamente reso. Nel settore dell’allocazione del risparmio opera il consulente finanziario. Risale al 30 giugno 2008 la previsione di istituzione dell’Albo e del relativo Organismo, contenuta nel decreto legislativo n. 164 del 2007 di attuazione della direttiva 2004/39/CE relativa ai mercati degli strumenti finanziari. Tali termini sono stati posticipati con vari interventi successivi. L’ultima proroga, che consente a questi soggetti (persone fisiche e giuridiche) di continuare a svolgere il servizio di consulenza in materia di investimenti, è stata disposta al 30 giugno 2014, grazie alla sensibilità del Parlamento e del e del Governo sulla necessità che l’Albo fosse costituito e vigilato. I tempi sono maturi per una buona ed efficace regolazione che preveda l’albo unico per i promotori e per i consulenti finanziari. In sintonia con la Consob è stato avviato un processo di adeguamento normativo della disciplina dell’attività e delle funzioni di vigilanza sui promotori che, ci auguriamo, stia superando il primo passaggio dell’iter normativo previsto. E di concerto con Consob è sempre più auspicabile l’attribuzione della funzione di vigilanza sui consulenti ad APF. In sostanza, riunire sotto lo stesso ente (l’Apf) tutti i consulenti (ex promotori e consulenti)

Ci riferiamo all’indiscrezione emersa intorno al futuro Albo dei Promotori Finanziari (APF) che ha visto tutti i soggetti coinvolti in questo progetto convergere sull’ipotesi di dare vita ad un nuovo APF diviso in tre differenti registri (uno per i pf; uno per i consulenti e uno per le società di consulenza). E, soprattutto, ha visto i soggetti interessati convergere su quello che sarà il nuovo nome dei promotori finanziari: consulenti finanziari abilitati all’offerta fuori sede, da distinguere rispetto ai consulenti finanziari indipendenti.

Ci preme sottolineare l’importanza storica di una proposta che, una volta approvata, completerà un percorso che ha già registrato negli ultimi 25 anni numerose evoluzioni normativa, dalla Legge SIM del 1991, ai decreti del 1998 sui requisiti di professionalità e onorabilità dei pf, al recepimento della Mifid nel 2007: tutte normative che hanno segnato l’evoluzione di un’industria che oggi è ambita anche da grandi player del mondo bancario (su tutti Bnl che ha presentato a fine maggio la nuova rete). Una tappa storica che andrà seguita e monitorata con attenzione per il delicato ingresso ufficiale dei fee-only nel mondo dei promotori finanziari, ma che non deve distogliere l’attenzione da un’altra evoluzione storica del settore: l’esodo dei bancari. Fenomeno che nell’ultimo anno è stato più volte citato nei dibattiti sul futuro delle reti e che oggi è una realtà.

Fonti dell’articolo: Il Sole 24 Ore e Advisor Online

Esce oggi in libreria l’edizione 2014 del Manuale della Simone per preparare l’Esame Promotore

Il Nuovo Promotore FinanziarioEsce oggi in libreria l’edizione 2014 de “Il Nuovo Promotore Finanziario”, Simone Edizioni Giuridiche, il manuale completo per la preparazione dell’esame APF per Promotore Finanziario, di Angelo Battagli.

Il libro esce in un momento di grande fermento per il settore, ma anche di grande cambiamento.

Sono di oggi le prime indiscrezioni sul futuro dell’Albo dei Promotori Finanziari che vedono un accordo delle varie parti su una divisione in tre del futuro Albo dei Promotori Finanziari: “consulenti finanziari abilitati all’offerta fuori sede”, “consulenti finanziari indipendenti”.

Nel registro dei “consulenti finanziari abilitati all’offerta fuori sede” saranno iscritti gli attuali promotori finanziari, ovvero quei professionisti che avranno l’abilitazione ad offrire ai propri clienti, fuori sede, non solo i servizi di consulenza finanziaria ma anche tutti i servizi tipici del mondo delle banche e delle reti.  Nel registro dei “consulenti finanziari indipendenti” saranno invece iscritti i professionisti abilitati solo ed esclusivamente all’offerta del servizio di consulenza finanziaria nella modalità indipendente.

Una scelta che darà il via ad una nuova era per il mondo della promozione finanziaria e che potrebbe determinare anche una accelerazione del passaggio della vigilanza dalla Consob all’APF. Una volta trovato l’accordo sui nomi e sulla struttura del nuovo Albo si dovrà avviare infatti l’iter normativo per la modifica dell’Organismo.

A dispetto di quanto si possa immaginare, l’industria del risparmio gestito è tra i pochi settori che non conosce crisi. Ciò è confermato non solo dai dati in crescita nel 2013 (+65 miliardi di euro di raccolta), ma soprattutto dalla significativa tendenza dei risparmiatori a spostare l’attenzione su prodotti finanziari più evoluti.

Gli italiani sono ritenuti da sempre un popolo di grandi risparmiatori, e in un contesto come quello attuale, in cui la maggior parte della gente vede peggiorate le proprie finanze, complice una crisi che ormai perdura da oltre 5 anni, paradossalmente aumenta questa propensione a risparmiare.

Crescono le ansie e le incertezze verso un futuro che non promette nulla di sicuro, dal lavoro alla pensione.

Questa precarietà va a colpire, in un sentiment di crescente frustrazione sociale, chi è nel pieno dell’età lavorativa, fra i 30 e i 65 anni. In questo scenario drammatico emerge sempre più chiara la consapevolezza di affrontare le proprie scelte di investimento avvalendosi di consulenti e di esperti del risparmio, come i promotori finanziari.

Le prospettive per il mercato del risparmio gestito restano estremamente interessanti. La ricchezza degli italiani (al netto di mutui e prestiti) ammonta a circa 9.000 miliardi di euro (dati Banca d’Italia), oltre quattro volte la montagna del debito pubblico, che a gennaio 2014 si attestava sui 2089 miliardi di euro.

La maggior parte di questi massa di denaro risparmiata è investita in Italia, in conto depositi, titoli di stato, obbligazioni e, con una percentuale al 50%, in beni immobili di cui sono proprietari circa il 70% dei cittadini. In altre parole,, più della metà della ricchezza italiana è immobilizzata in un mercato poco liquido e in profonda crisi.

Il risultato è una situazione molto favorevole per lo sviluppo di una diversificazione degli investimenti e di soluzioni più flessibili.

Da una recente indagine Ispo (7 febbraio 2014) emerge che in Italia la figura del promotore finanziario ha forti potenzialità di crescita, in quanto ancora poco diffusa: circa l’80% della popolazione ne ignora l’esistenza, solo il 5% ne fa ricorso e il 15% gli affiderebbe i propri risparmi.

Ebbene, solo un’abilitazione ottenuta superando un esame tanto ostico, frutto di uno studio attento e scrupoloso, può garantire l’acquisizione di quel solido e trasversale background teorico, necessario per svolgere l’attività di promotore in modo professionale e competente.

Sulla scorta di questa esigenza, nasce la dodicesima edizione del manuale del Promotore Finanziario, aggiornata a marzo 2014, che tratta approfonditamente tutte le materie oggetto della prova valutativa e pertanto si indirizza, oltre che naturalmente agli aspiranti promotori, anche ai formatori e agli operatori finanziari che vogliano “saperne di più” sul mondo della finanza.

Il volume, seguendo fedelmente la classificazione prevista dall’Organismo, è articolato in sei parti:

Mercati degli strumenti finanziari: disciplina dei mercati regolamentati, Borsa, MTS, gestione accentrata di strumenti finanziari, servizi di liquidazione e sistemi di garanzia, integrità dei mercati;

Strumenti finanziari: azioni, obbligazioni, titoli di Stato, strumenti di mercato monetario, fondi comuni di investimento, derivati, nozioni di matematica finanziaria;

Diritto degli intermediari finanziari e disciplina del promotore finanziario: SIM, imprese di investimento, SGR e SICAV, servizi di investimento e accessori, normativa antiriciclaggio, Albo unico dei promotori, incompatibilità e regole di comportamento, codice deontologico e di autodisciplina;

Operatività delle banche e degli altri intermediari: banche e intermediari marginali (intermediari iscritti nell’albo tenuto dalla Banca d’Italia, società fiduciarie, agenti di cambio), strumenti creditizi, analisi di scenario, costruzione del portafoglio (pianificazione finanziaria e finanza comportamentale);

Diritto previdenziale e assicurativo: previdenza obbligatoria e complementare, TFR, imprese di assicurazione e intermediari assicurativi, contratto di assicurazione (aspetti tecnici, attuariali, finanziari), tipologie di rami e polizze, vigilanza;

Nozioni di diritto privato, commerciale e tributario: contratto in generale, titoli di credito, mandato, contratto di agenzia, mediazione, altre tipologie di contratti, società di persone e di capitali, disciplina degli emittenti e delle società con azioni quotate, appello al pubblico risparmio, fiscalità delle rendite finanziarie, tassazione degli strumenti finanziari.

In calce ad ogni capitolo un utile questionario che ricalca le domande proposte in sede d’esame.

A corredo del volume la normativa essenziale aggiornata e soprattutto, il software di simulazione della prova valutativa con i quiz ufficiali APF scaricabili gratuitamente tramite QR-code.

Per acquistarlo con un 15% di sconto e spedizione gratis potete cliccare qui.

Due nuove opportunità per i neo promotori e per neolaureati in economia con la passione per la finanza

L'opportunità di Azimut

Vi segnaliamo due recentissime opportunità per i neo promotori e i neolaureati in economia. La prima è di Barclays, la seconda di Azimut.

Barclays è alla ricerca di nuovi professionisti  da inserire nella sua squadra. Potete inviare il curriculum a recruitingpromotori@barclays.it

La seconda iniziativa è invece riservata agli agli studenti e neolaureati in economia alla ricerca di un lavoro.

Con Azimut, studenti o neolaureati in Economia under 26 hanno l’occasione di misurarsi nella costruzione di un portafoglio di investimento: l’autore del migliore portafoglio avrà l’opportunità di lavorare in Azimut Capital Management SGR.

Ecco tutti i dettagli di questa iniziativa:

Chi stiamo cercando?

Possono candidarsi all’Azimut Financial Talent studenti universitari e neolaureati (da non più di 6 mesi). In particolare i candidati devono essere iscritti a un corso universitario o post-universitario presso un’università italiana, o devono aver terminato il proprio percorso di studi universitari o post-universitari da non più di 6 mesi, presso una facoltà di studi economici e finanziari (o strettamente assimilabile). L’età deve essere compresa fra i 18 e i 25 anni compiuti. I candidati devono avere residenza oppure domicilio in Italia o a San Marino. La partecipazione all’AFT è gratuita e individuale.

Come partecipare?

Puoi iscriverti dal 5 al 15 maggio 2014 (fino alle ore 23:59) seguendo questi 5 semplici passaggi:

1. Iscrizione

Vai sul sito Azimut Financial Talent e inserisci il tuo indirizzo email per registrarti. Riceverai un’email alla casella di posta con cui ti sei iscritto, clicca sul link per la conferma della registrazione contenuto nell’email e compila il form con i tuoi dati anagrafici.

2. Dai un nome al portafoglio

Dai un nome al tuo portafoglio seguendo questo formato: “AFT_nome portafoglio” e costruiscilo cliccando sull’icona “Quantità”.

3. Costruzione del portafoglio

Il portafoglio deve rispettare queste cinque “regole d’oro”:

  1. Non deve contenere singole azioni o singole obbligazioni. Il partecipante ha piena libertà di scelta, ma entro i confini degli OICR, cioè fondi comuni, SICAV, ETF, ETC.
  2. All’interno del portafoglio deve essere inserito almeno un fondo Azimut.
  3. Il numero di strumenti da inserire nel portafoglio dovrà essere compreso tra 5 e 15.
  4. Indice composito di rischio massimo: 50 (facilmente visualizzabile nella rappresentazione grafica del portafoglio sul sito Advise Only);
  5. Indice di diversificazione minimo: 10 (facilmente visualizzabile nella rappresentazione grafica del portafoglio sul sito Advise Only).

4. Finalizzazione

Per completare il portafoglio, devi:

  1. salvare il portafoglio
  2. quindi cliccare sulla seguente icona
  3. inserire le note descrittive della strategia del portafoglio
  4. condividere il portafoglio con tutti gli utenti del sito

5. Avvertici

Per completare la candidatura, invia un’email all’indirizzo financialtalent@adviseonly.com con oggetto “Candidatura Stage” e nel corpo dell’email indica il nome che hai assegnato al portafoglio.

Fai attenzione: le candidature incomplete o che non rispettano i requisiti richiesti non saranno accettate, perciò segui attentamente le semplici istruzioni indicate.

Quanto tempo dura l’AFT?

L’iniziativa durerà fino al 30 novembre 2014 e sarà strutturata in due fasi.

La prima selezione, che partirà il 5 maggio 2014 e terminerà il 30 maggio 2014, sarà superata dai primi 20 studenti che avranno costruito i portafogli con migliore performance rispettando le cinque regole d’oro elencate sopra.

Dopo il 30 maggio 2014, i primi 20 studenti accederanno alla fase finale della selezione.

Si può modificare il portafoglio?

Puoi modificare il portafoglio entro e non oltre il 15 maggio alle ore 23:59. Da questo momento si entra in gara.

Dal 16 maggio al 31 maggio non potrai toccare il portafoglio (nessun cambiamento, nessun ribilanciamento).

Se passerai alla fase finale, dal 30 maggio al 30 novembre 2014, sarà possibile ribilanciare il portafoglio (cambiare la quantità degli strumenti) al massimo 4 volte. Non sarà possibile aggiungere o sostituire gli strumenti.

Come è misurato il talento finanziario?

La migliore performance di portafoglio (alla fine dei sei mesi) sarà l’indicatore per riconoscere il miglior talento della finanza.

Quale sarà il riconoscimento?

All’autore del portafoglio con migliore performance sarà offerta un’opportunità di lavoro: uno stage di tre mesi presso la sede di Milano di Azimut Capital Management SGR. Lo stage è retribuito (€ 500 lordi al mese) e prevede l’inserimento nella Direzione Investimenti di Azimut, che concorderà con il giovane la data d’inizio dell’esperienza. Lo stage sarà l’occasione per capire:

  • l’operatività tipica  delle funzioni di front office della Direzione Investimenti;
  • il metodo di lavoro, gli strumenti e prodotti di Azimut;
  • la struttura organizzativa e la dinamiche legate alla dimensione internazionale del Gruppo.

Trovi ulteriori dettagli nel “Bando studenti“presente sul sito di Advise Only.

Buona fortuna a tutti!

 

Esame Promotore: record di oltre 1.800 iscritti alla prima sessione del 2014

APFSono stati 1.864 gli aspiranti promotori che si sono registrati alla prima sessione di prove d’esame del 2014 per l’ammissione all’albo, il numero più alto dalla nascita dell’Apf nel 2009. I dati dell’Albo dei promotori finanziari indicano una crescita dell’8% nella percentuale di partecipanti agli esami che si sono tenuti da marzo a fine aprile (Bologna, Napoli, Palermo, Roma e Venezia) e che a Milano si terrà il prossimo 9 maggio.

Le prime prove, inoltre, confermano alcuni trend emersi nel corso dei mesi passati, in particolare la partecipazione massiccia ai test dei bancari, pari al 40% degli iscritti, a conferma dell’interesse degli istituti verso il modello della promozione finanziaria. Crescono, inoltre, le donne tra i partecipanti, pari al 40% dei candidati all’esame.

Ma quali istituti di credito stanno puntando di più sui promotori finanziari? Intesa Sanpaolo, Banca Mps e UniCredit sono le tre banche che hanno avviato nel 2013 piani per la riconversione degli esuberi e che stanno continuando a spingere molti dipendenti a sostenere l’esame da pf.

Tra i reclutamenti di neopromotori da gennaio a fine aprile, spiccano anche 21 promotori junior di Poste Italiane che portano l’organico a superare quota 100 promotori abilitati alla distribuzione fuori sede dei prodotti BancoPosta. In totale nel primo trimestre dell’anno sono stati 166 gli ingressi di promotori junior (neofiti e pf con meno di 5 anni di iscrizione all’albo) nelle banche commerciali.

Fonte: Advisor www.advisoronline.it

Relazione 2013 di Assoreti: anno record per i promotori, boom di fondi esteri, fondi di fondi e polizze unit linked a premio unico


E’ appena uscita la relazione 2013 di Assoreti che incornicia un anno record per i promotori e il risparmio gestito.

Di seguito i principali trend sul risparmio rilevati dalla relazione:

1) Nel 2013 la migliore raccolta degli ultimi 13 anni sul gestito

 

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2) Boom di fondi esteri, fondi di fondi e unit linked (a premio unico). Crollano le index linked

 

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3) I promotori si confermano il secondo canale nella distribuzione assicurativa vita

 

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4) Cresce il numero dei clienti dei promotori (+2%)

 

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5) Cresce anche il numero e il portafoglio medio dei promotori

 

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Di seguito la relazione integrale

Perchè Banca d’Italia vuole cambiare le modalità di remunerazione dei promotori finanziari

Banca D’Italia ha recentemente dato delle indicazioni molto stringenti per quanto riguarda le remunerazioni dei promotori finanziari.

Dal lato reti hanno gridato alla bancarizzazione dei promotori. Dove sta però la verità?

Le organizzazioni tradizionali, a forma piramidale, su questa nuova situazione dovranno cominciare presto a fare serie riflessioni.

Cosa dice la Banca d’Italia e in particolare l’ESMA?

Bisogna ribilanciare la remunerazione variabile in maniera tale che la remunerazione non dipenda soltanto dalle front o dai tunnel, ma dipenda soprattutto dal management fee, quindi dai portafogli stabili. La finalità di questa iniziativa è quella di rendere le società più stabili, con dei bilanci più stabili, con un futuro più stabile e quindi  evitare tutto ciò che genera volatilità e spinte commerciali molto violente contro la clientela, spesso ignara delle commissioni che deve sostenere.

Il futuro deve adesso andare verso una stabilizzazione dei patrimoni e anche del patrimonio di vigilanza delle aziende e quindi fa bene la Banca d’Italia e l’ESMA a focalizzare la propria attenzione sulle fonti di reddito delle società.

Tante società generano grandi utili grazie a commissioni di performance, che magari fanno il loro benchmarking su parametri teorici e non in linea con quella che è la stabilità di rapporto di lungo termine con il cliente. Non dimentichiamo poi i tunnel (commissioni in uscita che decrescono all’aumentare del tempo di possesso delle quote del fondo fino ad azzerarsi), i front (commissioni di ingresso) o i processi come i contest (le gare di produzione) o la spinta di manager di struttura verso fatturati di breve termine. Si tratta di cose che la Banca d’Italia sta cercando adessp di far evitare alle aziende che operano nella cosiddetta industria del risparmio gestito.

IL PROMOZIONESE – Gli errori che un promotore finanziario deve evitare – di Roland Costa

Roland Costa“Il Promozionese” è un bellissimo libro in cui mi sono imbattuto durante le mie ricerche su internet.

Cercavo, infatti, sul web materiale e argomenti interessanti per alimentare il mio nuovo blog sui promotori finanziari, www.esamepromotore.it, e raccontare questo mondo professionale attraverso le storie dei suoi protagonisti, quando mi sono ritrovato a comprare casualmente il libro di Roland Costa, che ho letto interamente in un weekend con molto interesse.

Ho apprezzato molto la semplicità e il coraggio con cui il protagonista, nonché autore del libro, racconta la sua incredibile storia professionale, da cui è possibile trarre spunto e insegnamenti.

Per questo motivo ho deciso di recensire il Suo libro e farlo conoscere ai lettori del mio blog.

Roland Costa è un bancario che decide di diventare, dopo alcuni anni di esperienza presso una banca locale, promotore finanziario – o consulente finanziario – come veniva chiamato alcuni anni fa. Un passo che molti bancari di oggi stanno facendo. Dopo la crisi degli anni passati infatti questa professione, oggi come allora, è all’inizio di un nuovo ciclo di crescita, dovuto principalmente all’attuale crisi del mercato immobiliare e delle banche.

In questo libro l’autore descrive la sua vita professionale di promotore finanziario, svolta per oltre venticinque anni.  Anni durante i quali supera la tecnicità della materia, acquisisce un incredibile patrimonio di contatti di alto livello arrivando a sfiorare l’”affare della sua vita”, per poi piombare nell’inferno dei recenti anni bui della Borsa, abbandonare la carriera di promotore, cambiare vita e lavoro.

La storia umana e professionale diventa allora un tutt’uno, viene ripercorsa a ritroso con spunti descrittivi di persone estratte dalla tipica quotidianità, ricordando colleghi e clienti, affari vincenti e sfumati, fino a situazioni incredibili in cui questa professione lo ha portato.

Da questa storia l’autore tira fuori i durissimi insegnamenti che la sua esperienza professionale gli ha portato e di cui tutti dovremmo fare tesoro.

Il titolo del libro, il “promozionese”, è curioso. Si tratta di un termine nuovo, inventato dallo stesso autore, che descrive il linguaggio utilizzato dal promotore finanziario, caratterizzato dal fare apparire le cose molto più accattivanti di come lo sono realmente. Per necessità infatti questa figura professionale non può vendere prodotti finiti ma aspettative nel medio-lungo termine che comportano un carico di speranze o addirittura di illusioni.

Salvatore Infantino

P.s. Abbiamo chiesto a Roland Costa di collaborare al blog www.esamepromotore.it con una rubrica tutta sua in cui dare consigli e suggerimenti a coloro che vogliono intraprendere la professione di promotore finanziario e a chi la esercita già da tanti anni.

Ha accolto con entusiasmo la nostra proposta e redigerà prossimamente degli articoli per il blog.

 Per acquistare il libro potete cliccare qui.

 

La vita non è quella che si è vissuta, ma quella che si ricorda e come la si ricorda per raccontarla.

– GABRIEL GARCIA MARQUEZ

Gabriel Garcia Marquez

[Sondaggio] State già studiando per l’Esame Promotore? Quali sono gli argomenti più difficili?

Sondaggio Esame Perito

Ricordiamo a tutti i candidati all’esame che oggi, 21 febbraio 2014, è l’ultimo giorno utile per presentare la domanda di ammissione alla prima sessione di prove valutative 2014 per l’abilitazione all’attività di promotore finanziario, che si terrà dal 18 marzo al 9 maggio. Per iscriversi all’esame, è necessario utilizzare esclusivamente l’applicazione disponibile sul portale dell’Apf nell’area riservata agli aspiranti promotori.

Con l’occasione siamo lieti di lanciare il nostro nuovo sondaggio, che ha l’obiettivo di capire quali sono secondo i candidati gli argomenti più difficile dell’esame.

Potete selezionare anche più argomenti, quindi cliccate su “Vote”.

Se invece cliccate su “View results”, potete vedere cosa ne pensano gli altri candidati all’esame!

Votate quindi adesso il nostro sondaggio qui sotto!

 

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Come e quanto guadagna un promotore finanziario (e come Banca d’Italia vuole cambiare questo sistema)

ProvvigioneSotto il profilo remunerativo, ma non solo (anche fiscalmente e riguardo alla previdenza (vedi iscrizione ad Enasarco oltre che INPS…), il Promotore Finanziario si avvicina molto alla figura dell’Agente di Commercio.

In sostanza, procura affari per conto della mandante (nel caso specifico: dell’unica mandante). Questi “affari” sono contratti stipulati dai clienti che il Promotore Finanziario sviluppa negli anni della sua attività.

Questi contratti generano fatturato, sotto forma di spese bancarie, costi di pratica, costi di consulenza, monitoraggio, commissioni di vendita, commissioni di gestione, commissioni di performance, commissioni di incentivo.

Al promotore spetta una percentuale di tale fatturato. Questa percentuale viene stabilita nel contratto di agenzia che viene stipulato tra il Promotore Finanziario e la Mandante (la Banca o la Sim per la quale presta la sua opera professionale).

Tale percentuale varia normalmente in modo proporzionale a variabili quali: la dimensione del portafoglio (inteso come somma degli asset detenuti dai clienti del Promotore Finanziario) e il fatturato annuo generato.

In sostanza il Promotore Finanziario riceve provvigioni sottoforma di:

Provvigioni dirette:

Provvigioni Una-Tantum di Vendita di Prodotti e Servizi Finanziari
Provvigioni di Management Fee

Poi, nel caso rivesta anche posizioni manageriali, puo’ ricevere delle Provvigioni Indirette dette “Over”, ovvero Provvigioni sul portafoglio dei Promotori Finanziari che fanno parte del gruppo “diretto” dal Manager.

Piu’ la struttura manageriale e’ complessa (ci sono strutture composte anche di 5 livelli e oltre), piu’ variano le strutture commissionali sia per i Promotori che per i Manager.

Ma vediamo di capire se possiamo trovare un nesso tra il rapporto col cliente e le Provvigioni del Promotore Finanziario.

Si parla spesso di “Conflitto di interesse del Promotore Finanziario” intendendo il fatto che il Promotore “lavora per” una mandante e “colloca” (proponendo) i suoi prodotti.

Oggi, tuttavia, le Mandanti possono distribuire prodotti di case terze in numero maggiore a quelli del proprio gruppo. Alcuni Promotori Finanziari scelgono determinate Mandanti proprio per l’approccio Multimarca (o Multimanager…). In alcune mandanti non vi e’ differenza tra la remunerazione dei prodotti del proprio gruppo rispetto a quelli di case terze. Questo fa si che il Promotore Finanziario non sia “spinto” al collocamento di prodotti di “casa” anche quando questi non siano “buoni”.

Un figura che sta cominciando a prendere piede sono i consulenti finanziari indipendenti che utilizzano per creare i portafogli dei loro clienti, quasi esclusivamente prodotti di case terze e sempre quasi esclusivamente prodotti in classe no load. Tradotto per i non addetti ai lavori significa che: 1) cercano, anche con software esterni alla mandante, prodotti che abbiano caratteristiche di eccellenza. 2) che scelgono prodotti che non fanno pagare la commissione di ingresso (in alcuni fondi arriva anche al 5%) oppure la scontano, quando non esiste la categoria (classe) no load (senza commissione di ingresso).

Se il consulente utilizza Fondi e Sicav in classe no load, il cliente, pur pagando commissioni di gestione più care (a volte anche di 1 punto percentuale), sta pagando il monitoraggio del suo investimento giorno per giorno, valutando col consulente andamento, performance e correggendo il tiro (monitoraggio, consulenza) quando la volatilità del mercato o del fondo stesso, assume valori che si discostano nel periodo, dal grado di rischio dichiarato dal cliente. In sostanza utilizzare un sistema di monitoraggio “attivo”.

Non sentiamo di esprimere una preferenza per nessuno dei due modelli sopracitati: Quando arriva il cigno nero, al cliente verrà detto: “e chi poteva aspettarselo….”, anche dal miglior “consulente indipendente”.

Conosciamo Bravi Promotori, Bravi Consulenti e Bravi Direttori di Filiale. E conosciamo anche l’altra faccia della medaglia in tutti e tre i casi.

Passiamo a parlare di quanto puo’ arrivare a guadagnare un Promotore Finanziario.

Sapendo che si tratta di una professione con partita iva, sappiamo che non si tratta di uno stipendio, ma di un reddito derivante da lavoro autonomo con la parte fiscale che deve essere conteggiata dopo.

In sostanza un PF, al 99% lavora con Partita Iva (ci risulta ci siano pochissimi casi su oltre 20.000 promotori attivi di promotori finanziari con stipendio fisso = dipendente, senza partita iva) e quindi riceve un compenso sul quale paga le tasse e contributi obbligatori (Inps, Irap, ecc.ecc.)

Da un sondaggio di 2 anni fà fatto tra gli iscritti ad Advisor Professional (una community di professionisti tra promotori e consulenti) è emerso che un promotore finanziario su tre ha ricavi inferiori ai 30.000 euro. E tra questi, il 5% non raggiunge neanche i 9.000 euro annui.

Solo uno su quattro dichiara ricavi compresi tra i 50.000 e i 100.000 euro. Gli altri si dividono tra coloro che hanno archiviato il 2011 con ricavi compresi tra i 30.000 e i 50.000 euro (13% del totale) e coloro che vantano ricavi superiori ai 100.000 euro (28%). E tra questi spicca un 12% che afferma di aver chiuso l’anno scorso con ricavi superiori ai 180.000 euro.
Si tenga conto che stiamo parlando di ricavi.
A questi numeri, vanno tolti i contributi Inps (il minimale è di circa 3200 euro annui) i costi relativi all’attività: auto, eventuale ufficio (se non fornito dalla mandante) con tutte le sue spese relative, segretaria, aggiornamenti, corsi, attrezzature (pc, cellulare), commercialista, tasse.
Teniamo conto che un impiegato di banca, laureato, neo assunto con contratto a tempo indeterminato, puo’ arrivare a 1.30o/1450 euro NETTI al mese con tredicesima e altri benefit.

Anche i promotori finanziari saranno però soggetti alle politiche di remunerazione previste dalla Direttiva CRD4 sui requisiti di capitale delle banche. La Banca d’Italia ha recepito le disposizioni della Direttiva e ha avviato una consultazione, conclusasi il 12 gennaio, per chiedere al mercato di esprimersi in merito alle modifiche proposte. Anasf ha preso parte alla consultazione inviando il proprio parere il 10 gennaio. L’Autorità di vigilanza italiana, nel documento presentato, riconosce le peculiarità della categoria professionale dei promotori finanziari, che si differenziano certamente dai dipendenti bancari, considerando che le remunerazioni dei promotori finanziari agenti per loro natura sono integralmente variabili, e ha pertanto previsto disposizioni specifiche per i pf. La ratio della normativa, in parte condivisa dall’Associazione, è che le incentivazioni non possono basarsi solo su obiettivi commerciali, ma devono essere ispirate a criteri di correttezza nelle relazioni con la clientela, contenimento dei rischi legali e reputazionali, tutela e fidelizzazione della clientela. Anasf non dubita che tali regole debbano trovare applicazione anche per i promotori finanziari, incluse le disposizioni specifiche sulla struttura dei sistemi di remunerazione e incentivazione, a patto però che venga svolto un lavoro interpretativo, di adattamento e applicazione della norma per tenere in debita considerazione la posizione specifica del promotore finanziario agente. A seguire i temi che Anasf ha segnalato alla Banca d’Italia e su cui richiede un’approfondita riflessione:

– L’Autorità propone per i promotori finanziari una distinzione tra componente fissa (ricorrente) e variabile (non ricorrente) della retribuzione. Tale distinzione deve essere caratterizzata, a giudizio dall’Associazione, da certezza e determinata ex ante secondo criteri oggettivi. Dovrebbe essere inoltre prevista nella documentazione contrattuale che disciplina il rapporto di agenzia.

– La direttiva CRD4 introduce il limite massimo di 1/1 al rapporto tra la componente ricorrente e non ricorrente della remunerazione. Tale limite è destinato ad avere un’influenza rilevante sulle politiche di remunerazione del promotore finanziario, considerando che è frequente che la porzione incentivante sia più elevata rispetto a quella ricorrente. Ad esempio nell’erogazione dei bonus, legati a requisiti di produzione e di stabilità del rapporto. Si renderà quindi necessario ridisciplinare i contratti di agenzia e, prima ancora, dovrà ripensarsi l’offerta economica degli intermediari rivolta ai promotori finanziari agenti, fino ad oggi ancorata prevalentemente sulla porzione non ricorrente della retribuzione. L’Associazione ritiene poi opportuno effettuare una deroga a questa disposizione a favore di coloro che si accingono a intraprendere la professione di promotore finanziario. Per costoro, infatti, la remunerazione è costituita prevalentemente dalla componente variabile, destinata a divenire ricorrente (c.d. management fee) con il passare del tempo. Considerata la obiettiva difficoltà incontrata dai giovani nell’avviare l’attività professionale di promotore finanziario e la necessità, nella fase iniziale, di ricevere remunerazioni ed incentivi temporanei che ne consentano un consolidamento a medio termine, l’Associazione ha proposto che venga stabilita un’apposita previsione da parte di Banca d’Italia, affinché tutti i soggetti che iniziano a svolgere questa attività in età non superiore ai 35 anni non siano sottoposti ai limiti e parametri indicati dall’Autorità per un periodo di 5 anni dalla data di comunicazione ad Apf – Albo dei promotori finanziari della sottoscrizione del contratto con l’intermediario.

– Identificazione del «personale più rilevante» cui applicare regole più stringenti, e cioè quei soggetti per i quali la remunerazione variabile annuale rappresenta una quota significativa di quella complessiva e la cui attività può avere un impatto rilevante sul profilo di rischio della banca, che la stessa banca ha obbligo di individuare.

Anasf ha segnalato all’Autorità il pregiudizio nei confronti di promotori finanziari con redditi elevati. Pur comprendendo le motivazioni della Banca d’Italia, occorre rimarcare che non solo dal valore di portafoglio di un promotore si ricava il grado di rischio. Spesso l’elevato portafoglio del promotore finanziario presuppone ed implica maggiore competenza e professionalità. Il solo dato economico non può quindi costituire motivo di qualificazione di «personale più rilevante».

– Regole da applicare al «personale più rilevante». È in quest’ambito che, ad avviso dell’Associazione, più che altrove, si avverte l’esigenza che tali disposizioni vengano «contrattate» con la rete di appartenenza. Ad avviso di Anasf occorre evitare che le disposizioni contenute nel Provvedimento Banca d’Italia in merito al personale rilevante possano avere automatica applicazione nel settore dei promotori finanziari, considerata la natura agenziale del rapporto e dunque la differenza di presupposti tra personale dipendente e agente. E anzi, l’applicazione meccanica delle norme potrebbe avere effetti discriminatori, visto che verrebbe ad essere applicata la medesima disciplina, senza alcun adattamento e correttivo interpretativo, per situazioni differenti, considerando che solo l’agente, non il dipendente, sopporta in buona parte il rischio di impresa dell’azienda per il quale collabora.

Fonte: Il Blog di Federico Ferro – Promotore Finanziario