Il tema del “ricambio generazionale” nell’ambito della promozione finanziaria

Ricambio Generazionale

Al 31 dicembre 2013 il numero degli iscritti dell’Albo è pari a circa 53.000, di cui attivi (con mandato) circa 33.000 (62%) e non attivi (senza mandato) circa 20.000 (38%).

Rispetto al 2012, il saldo tra le iscrizioni e le cancellazioni restituisce una popolazione di iscritti che è aumentata di circa il 2%, in controtendenza rispetto al 2012 in cui si è ridotta complessivamente del 4,3% (pari a ben 2.320 unità).
Nel 2012 la riduzione degli iscritti all’Albo aveva interessato principalmente le fasce di età under 30 e tra i 30 ed i 40 anni, diminuite rispettivamente di circa il 18% e 17% rispetto al 2011, mentre si incrementa invece la schiera dei promotori finanziari con età superiore ai 50 anni.

Questo quadro confermava un graduale processo di “invecchiamento” del settore di promotori finanziari e della popolazione dell’Albo in atto già a partire dai primi anni del 2000.

Ad oggi, l’età media degli iscritti all’Albo è di circa 48 anni.

L’8o% circa dei promotori ha un’età superiore ai 40 anni. Il 40% circa supera i 50 anni e oltre il 4% i 65 anni.

Con riguardo alla popolazione attiva, i giovani (under 30) rappresentano il 2% e le donne il 16%.

Con riferimento all’esperienza professionale, il 77% dei promotori è iscritto all’Albo complessivamente da oltre 5 anni ed il 57% da oltre 10 anni. Inoltre, circa la metà dei promotori in attività risulta avere sottoscritto il mandato corrente da almeno 6 anni, cioè opera per la stessa azienda da più di 6 anni. Infine, quasi il 66% è portatore di un’esperienza professionale complessiva non inferiore ai 10 anni, chiaro riscontro di una posizione professionale ben consolidata da un importante patrimonio di relazioni, esperienza e competenza.

Con riferimento alla nota concentrazione che caratterizza le reti il 64% dei promotori in attività opera all’interno delle prime 10 reti più numerose, l’81% nelle prime 20. Si ricorda che il numero totale di intermediari abilitati ed attivi (per attivi si intende con almeno un promotore con rapporto aperto nell’Albo) è pari a 293.

Interessante anche il dato sull’età che, all’interno delle prime 10 reti, presenta una significativa oscillazione compresa tra 43 e 51 anni. L’età media dei promotori attivi è comunque ormai prossima ai 49 anni.

Una percentuale importante dei nuovi mandati (74%) deriva da movimenti all’interno del settore stesso con 1.947 promotori che cambiano azienda scegliendo di lavorare nelle top 20.

Il processo di consolidamento citato all’inizio di questo paragrafo trova riscontro nei 2.064 promotori che operavano per un’azienda delle top 20 e che hanno chiuso il mandato senza aprirne un altro, cioè abbandonando la professione, a cui vanno aggiunti n. 1.629 promotori cancellati nel periodo (2011-2012).

Questo vuol dire anche però che le società rischiamo di perdere patrimonio quando questi professionisti usciranno dal mercato. Maggiormente a rischio sono i financial advisor indipendenti, la cui età media è ancora più alta.
Un segnale di cambiamento arriva però dalle ultime sessioni d’esame.

Per quanto riguarda le nuove leve alle tre sessioni delle prove valutative che si sono tenute nel 2013 si sono iscritti quasi 5.000 candidati. Con una percentuale di promossi intorno a circa il 40%.

L’età media degli iscritti ai test è intorno ai 35 anni. In crescita il numero dei laureati, considerando che da loro è arrivato il 40% delle domande. Il 30% dei candidati è donna.

E’ quindi in atto un fenomeno di cambiamento che vede l’ingresso sempre più massiccio di giovani e donne nel settore della promozione finanziaria che in futuro compenserà l’uscita dei promotori al pensionamento, evitando così che si scateni una guerra al portafoglio e una perdita di patrimoni per le società.

Al via domani le iscrizioni all’esame per Promotore Finanziario – Prima Sessione del 2014

APF

Domani, 15 Gennaio, sarà possibile iscriversi alla prima sessione d’esame del 2014.
Termine ultimo di iscrizione sarà il 21 Febbraio prossimo.
La prova si svolgerà poi dal 18 Marzo 2014 al 9 Maggio 2014 a seconda della sede d’esame prescelta:

ROMA – 18, 19, 20 e 21 marzo 2014

BOLOGNA – 15, 16, 17 aprile 2014

NAPOLI – 1 e 2 aprile 2014

VENEZIA – 1 e 2 aprile 2014

PALERMO – 15 e 16 aprile 2014

MILANO – 6, 7, 8 e 9 maggio 2014

Invitiamo tutti a compilare quanto prima la propria domanda di partecipazione all’esame, poiché l’assegnazione della sede preferenziale indicata dal candidato nella domanda è effettuata secondo la priorità cronologica di invio della domanda stessa.

Ricordiamo che gli unici requisiti necessari per conseguire l’iscrizione all’Albo unico dei Promotori Finanziari (APF) e diventare promotore, secondo quanto previsto dall’art. 99 del Regolamento Intermediari, sono:

a) possesso dei requisiti di onorabilità prescritti dal D.M. 11/11/98 n.472 (Regolamento adottato dal Ministero dell’economia e delle finanze recante norme per l’individuazione dei requisiti di onorabilità e di professionalità per l’iscrizione all’Albo unico nazionale dei promotori finanziari) e non trovarsi in una delle situazioni impeditive di cui al regolamento medesimo;

b) essere muniti del titolo di studio prescritto dal Regolamento ministeriale D.M. 11/11/98 n.472 (si deve possedere un titolo di studio non inferiore al diploma di istruzione secondaria superiore, rilasciato a seguito di corso di durata quinquennale ovvero quadriennale, integrato dal corso annuale previsto per legge, o un titolo di studio estero equipollente sulla base di una valutazione di equivalenza sostanziale a cura della Consob).

Di seguito ricordiamo le istruzioni da seguire per l’iscrizione alla prova d’esame.

Dal 15 Gennaio sarà possibile prenotarsi anche online alla prova d’esame andando nella sezione Servizi Online – Prenotazione Prova Valutativa dell’area riservata agli aspiranti promotori:
https://www.albopf.it/web/area_pubblica/base/aspirantiguest

Per l’iscrizione alla prova valutativa ricordiamo che è necessario:

1) Compilare la domanda di partecipazione alla prova valutativa

Nella domanda di iscrizione alla prova valutativa il richiedente deve attestare oltre alla propria residenza:

– di aver conseguito il titolo di studio di cui all’ art. 3, comma 1, del D.M. 11/11/98 n.472 (Regolamento adottato dal Ministero dell’economia e delle finanze recante norme per l’individuazione dei requisiti di onorabilità e di professionalità per l’iscrizione all’Albo unico nazionale dei promotori finanziari), indicando l’istituto e l’anno di conseguimento;
– di aver effettuato il versamento del contributo di Euro 100.

2) Pagare il contributo di iscrizione alla prova valutativa di € 100

Chi intende partecipare alla prova valutativa deve provvedere al versamento del contributo previsto dall’art. 24, comma 1, del Regolamento di organizzazione ed attività dell’APF.
A tal fine il pagamento di € 100 deve essere effettuato nella forma del bonifico bancario, online o recandosi presso gli sportelli di qualsiasi filiale bancaria seguendo attentamente le istruzioni riportate nel memo per il pagamento del contributo di iscrizione alla prova valutativa (che suggeriamo di stampare) che di seguito riportiamo:

BONIFICO INTESTATO A
APF Albo Promotori Finanziari
IMPORTO
€ 100
CODICE IBAN
IT 18 K 02008 05164 000021016795
CODICE BIC SWIFT (obbligatorio dal 1°febbraio 2014)
UNCRITM1B57
In caso di bonifico estero, le commissioni sono a totale carico dell’ordinante

Attenzione: ai fini della validità del pagamento è necessario compilare il campo dedicato alla causale/motivazione nell’apposito spazio previsto in tutti i moduli di bonifico bancario esclusivamente con il CODICE FISCALE – NOME E COGNOME della persona che intende iscriversi all’Albo; ritirare e conservare l’attestazione di pagamento prodotta dalla banca.
In caso di domanda presentata in forma cartacea tale documento dovrà essere inviato in originale alla Commissione esaminatrice presso la sede della Sezione territoriale nella cui circoscrizione è compresa la città dove il candidato intende svolgere la prova (vedi punto successivo n. 3), unitamente alla domanda di partecipazione all’esame.

Al termine della procedura di presentazione della domanda di partecipazione on line il candidato riceve una e-mail di conferma all’indirizzo di posta elettronica indicato, con evidenza della sede, del giorno e dell’ora di prenotazione alla prova. Tali informazioni sono altresì consultabili da ciascun candidato nell’“area riservata aspiranti promotori” all’interno del sito internet dell’APF (www.albopf.it).

Di seguito riepiloghiamo invece le caratteristiche della prova valutativa.

La prova sarà composta da un esame teorico-pratico in forma di test con 60 quesiti a risposta multipla (una corretta e tre distrattori). La componente pratica è assicurata da uno specifico numero di quesiti che, attraverso la risoluzione di casi esemplificativi, mettono alla prova le capacità del candidato di applicare le conoscenze di cui è in possesso.
La durata della prova è di 85 minuti.

Le prove si svolgono in presenza della Commissione esaminatrice di competenza, dotati di apposita workstation, che provvedono all’avvio della prova, ad eventuali sospensioni e riavvii, alla chiusura della prova ed al rilascio delle dichiarazioni di superamento della stessa.

La prova ha carattere di selettività, giacchè il punteggio minimo per superare la prova, il cui esito sarà comunicato al termine della sessione d’esame, sarà di 80 su una votazione massima di 100.

Ciascuna prova si compone di 28 domande teoriche da due punti, di 12 domande pratiche da due punti e di 20 domande teoriche da un punto.

L’accesso alla prova avviene mediante l’utilizzo di appositi PIN rilasciati in esclusiva ai candidati in sede di esame.
I test saranno somministrati ai candidati tramite estrazione casuale (randomatico) da un database di 5.000 quesiti e ogni prova avrà lo stesso livello di difficoltà per ciascun aspirante promotore.
Per ogni quesito sono previste 4 possibili risposte (3 distrattori e 1 risposta corretta) ed anche la loro disposizione avviene in modo randomatico per ciascuna domanda e per ogni prova, rendendo inutile l’utilizzo di tecniche mnemoniche.

Per quanto riguarda i quesiti orientati alla soluzione di casi pratici, costituiscono il 20% del database di domande (1.000 su 5.000) e sono presenti in ogni prova in numero di 12 (cioè il 20% dei 60 quesiti). Per le materie con minori domande comparirà comunque almeno 1 quesito pratico.

I quesiti sono ripartiti tra le materie oggetto della prova come segue:

24 quesiti nella materia del Diritto del Mercato Finanziario e degli Intermediari e Disciplina dell’attività di Promotore Finanziario;
19 quesiti nella materia delle Nozioni di matematica finanziaria e di economia del mercato finanziario; Pianificazione finanziaria e finanza comportamentale;
5 quesiti nella materia Nozioni di diritto privato e di diritto commerciale;
6 quesiti nella materia Nozioni di diritto tributario riguardanti il mercato finanziario;
6 quesiti nella materia Nozioni di diritto previdenziale e assicurativo.
Al candidato che risponde in modo esatto a tutte le domande è attribuito il punteggio formale di 100/100. La prova valutativa si intende superata con un punteggio non inferiore a 80/100.

L’aggiornamento del database dei 5.000 quesiti avverrà con la sostituzione di almeno 500 quesiti ogni anno, e comunque in corrispondenza delle modifiche di leggi e regolamenti. In ogni caso le fonti normative cui far riferimento per la preparazione alla prova valutativa sono quelle in vigore due mesi prima l’inizio di ogni sessione.

Ciascun candidato che ha sostenuto l’esame può infine prenderne visione sul portale dell’APF, nella sezione riservata agli aspiranti promotori finanziari, digitando il proprio PIN assegnato in occasione dello svolgimento della prova stessa.

Le prove si svolgono in aule informatizzate con una capienza media da 50 a 100 postazioni. Considerati i tempi e le caratteristiche della prova valutativa, ogni aula informatizzata ospiterà fino a due prove valutative al giorno.

Le prove valutative potranno essere svolte, oltre che nella città in cui ha sede la Sezione territoriale, anche in città diverse, comprese nell’area assegnata dall’APF alla Sezione territoriale di competenza. Inoltre, la neutralità delle modalità definite per l’organizzazione e lo svolgimento dell’esame, consente al candidato di effettuare la prova nella sede a lui più congeniale, non esclusivamente quella di residenza.

Una volta superata la prova valutativa, l’aspirante promotore finanziario può proseguire il suo iter per l’iscrizione all’Albo.

Diventare Promotore: l’APF pubblica tutte le date d’esame per il 2014

L’Apf ha comunicato le date per l’esame di iscrizione all’albo dei promotori finanziari per l’anno 2014.

Le sessioni d’esame si svolgeranno nelle seguenti date:

  • I sessione: dal 18 marzo al 9 maggio 2014
  • II sessione: dal 10 giugno all’11 luglio 2014
  • III sessione: dal 7 ottobre al 21 novembre 2014.

Per l’anno 2014 è possibile presentare domanda di partecipazione alla prova valutativa presso la sede preferenziale del candidato per una qualsiasi delle tre sessioni indette fino alla chiusura del termine di presentazione della domanda che va presentata a partire dal 15 gennaio ed entro il 21 febbraio per partecipare alla prima sessione, il 16 maggio per la seconda sessione e il 12 settembre per la terza (cliccando qui trovate il calendario con tutte le date e le sedi).

La domanda di partecipazione a una delle sessioni indette può essere presentata utilizzando esclusivamente l’applicazione disponibile sul  portale dell’Apf nell’area riservata agli aspiranti promotori entro i termini sopraindicati. 

Il contributo per l’iscrizione all’esame è di 100 euro.

Potete cliccare qui per scaricare il bando integrale.

Per organizzare e prenotare con Skyscanner.com il vostro viaggio potete cliccare qui, per prenotare invece il vostro soggiorno per le date d’esame con Booking.com potete cliccare qui.

Il cliente non entra più in filiale e le banche cercano i promotori

Le ultime sessioni d’esame per l’ammissione all’Albo dei Promotori Finanziari hanno fatto registrare tassi in forte crescita. Quanto basta per sostenere che la professione non ha perso appeal dopo la lunga crisi economico- finanziaria che ha creato più di qualche crepa nel rapporto di fiducia tra risparmiatori e mondo della distribuzione.

Le motivazioni di questa crescita sono diverse:

– la crisi del mercato immobiliare e la domanda crescente di consulenza da parte degli investitori, alle prese con il il perdurare di tassi molto bassi e mercati molto più complessi che in passato;

– la prolungata crisi delle banche che ha compresso i margini e imposto tagli del personale di filiale. Nel tentativo di risparmiare sul fronte dei costi fissi, le banche stanno spingendo i propri dipendenti verso il mondo della promozione finanziaria.

Tuttavia non è solo la congiuntura a spingere in questa direzione. Il boom del web e del mobile ha ridotto in maniera significativa le visite dei risparmiatori allo sportello. Di conseguenza, occorre andare a conquistare i clienti presso il loro domicilio, studio professionale o azienda e il promotore finanziario è l’unico operatore autorizzato a offrire prodotti e servizi finanziari al di fuori della sede dell’intermediario per il quale opera ed è anche l’unico operatore che può erogare il servizio di collocamento e quello di consulenza ai risparmiatori.

Inoltre la domanda di consulenza professionale personalizzata in materia di investimenti (anche al di là del semplice collocamento di prodotti della casa) continua a crescere.

Oggi i promotori finanziari iscritti all’albo effettivamente in attività sono oltre 33.000. Nel 2013 i nuovi iscritti sono stati oltre 2.300, quasi il doppio rispetto al 2012. Il bacino di utenza dei promotori si sta ampliando, perché i promotori stanno conquistando sempre più la fascia media dei risparmiatori e le banche hanno capito che occorre segmentare la clientela per offrire servizi adeguati ai diversi target, compreso il target retail un tempo trascurato dalla categoria.

E’ questa l’unica strada su cui stanno puntando le banche per salvaguardare i margini e il reclutamento di nuovi promotori cresce.

Negli anni ’90, anni di grande crescita della categoria dei promotori finanziari, alcune reti leader come Fideuram e Finanza&Futuro lanciarono programmi ad hoc (con pacchetti appositamente studiati per attrarre i potenziali canditati) dedicati al reclutamento di bancari con determinate caratteristiche (gestori di relazione e soprattutto con un rapporto privilegiato con il cliente).

Oggi sono ancora questi i soggetti che potenzialmente interessano alle reti, ma quello che il mercato oggi apprezza e di cui ha bisogno passa innanzitutto da alcune parole d’ordine: professionalità e preparazione.

La differenza rispetto a 15 anni fa sta nel fatto che il modello della promozione finanziaria oggi è universalmente riconosciuto da tutti come un modello vincente. I numeri che lo dimostrano (nel risparmio gestito le reti hanno una quota di mercato ormai prossima al 35%) sono sotto gli occhi di tutti.

Il successo di questa formula sta spingendo anche alcuni gruppi a ritornare sui propri passi. È il caso per esempio del colosso Bnl-Bnp Paribas che cedette alcuni anni fa la sua rete storica (oggi finita in Allianz). Ma da qualche mese in Bnl-Bnp Paribas sono al lavoro per ricostruirne una nuova. Magari proprio con molti di quei bancari che hanno deciso di abbandonare il posto fisso nella rete degli sportelli della stessa capogruppo.

Tuttavia il target dei promotori non è più soltanto la clientela private o affluent con patrimoni elevati, ma anche il family market e lo small business dove le banche stessa dovranno dare maggior spazio alle giovani leve.

Per questo motivo nasce il nostro blog www.esamepromotore.it dedicato all’esame per l’iscrizione all’albo. Vogliamo supportare chi si affaccia per la prima volta in questo settore e chi già ci opera. Al riguardo abbiamo attivato anche una sezione, che abbiamo chiamato Bacheca Lavoro, con tutte le pagine “Lavora con noi” dei principali gruppi bancari, assicurativi, SIM e SGR per inviare i vostri curriculum.

Il Canale Online minaccia adesso anche i Promotori Finanziari

Dopo le Compagnie e i comparatori online che hanno cambiato il volto del mercato assicurativo, CheBanca! (la banca retail del Gruppo Mediobanca) prova lo stesso esperimento nel campo del risparmio gestito lanciando una piattaforma online, aperta anche a chi non ha un conto corrente, che permetterà con un unico fee di gestione annuo di investire in più di 1.800 fondi comuni. I servizi di consulenza saranno disponibili solo via web o allo sportello, ma non fuori sede con i promotori finanziari.

L’obiettivo è ambizioso: una raccolta netta di 600 milioni di euro nel 2014 per arrivare a uno stock di 2 miliardi nel 2016.

“Finora il mercato del risparmio gestito è stato dominato dalla figura dei promotori che hanno coltivato la relazione con i clienti tramite una presenza fisica. Noi puntiamo a una consulenza fisico-digitale a costi accessibili”, ha spiegato l’a.d. di CheBanca! Gian Luca Sichel precisando che per la parte di assistenza allo sportello sono già state formati 100 dipendenti, più altre 100 persone saranno di supporto nell’ambito di una struttura di “multicanalità integrata”.

Un’esperimento che probabilmente in futuro verrà seguito da molti.

Per l’intervista integrale e per capire su quali strategie nasce questo progetto potete cliccare qui.

Il perchè del grande boom della promozione finanziaria e del risparmio gestito

I recenti dati di Assogestioni testimoniano la fortissima crescita dell’industria del risparmio gestito che vede protagonisti soprattutto i fondi comuni che nel 2013 hanno registrato flussi in entrata pari a 45,9 miliardi.

Il 2013 cancella così i deflussi che hanno caratterizzato gli ultimi due anni (2012 e 2011), chiusi con un saldo negativo di oltre 52,6 miliardi, e si aggiudica la palma di miglior anno del nuovo millennio. Bisogna, infatti, risalire al 1999 per poter registrare un saldo di raccolta netta annuale superiore: +88 miliardi di euro con i soli fondi comuni.
Questa raccolta record e il buon andamento delle performance spinge verso una nuova vetta il patrimonio totale: oggi l’industria gestisce oltre 1.333 miliardi di euro, di cui 733 confluiti in gestioni di portafoglio e 599 in gestioni collettive.

Dietro questo record c’è un unico motivo: la fuga dei risparmiatori dal mercato immobiliare.

E’ importante quindi capire le condizioni del mercato immobiliare e le sue prospettive future per comprendere quanto durerà lo sviluppo del mercato del risparmio gestito e della promozione finanziaria.

Partiamo da un dato che circola da tempo in ambienti bancari e finanziari ma che nessuno ancora osa ripetere a voce alta.

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I 900 analisti dell’AIAF a breve iscritti di diritto nell’Albo dei Promotori Finanziari

APFAIAF, l’Associazione Italiana degli Analisti Finanziari, nel corso della sua Assemblea svoltasi lo scorso 12 dicembre a Milano ha approvato la decisione di modificare il suo nome in Associazione Italiana degli Analisti e dei Consulenti Finanziari, allargando così la sua rappresentatività anche al settore dei consulenti finanziari indipendenti.

Obiettivo dell’AIAF è quello di diventare membro dell’Organismo per la Tenuta dell’Albo dei Promotori Finanziari, cui fanno parte tutte le altre associazioni di categoria, permettendo ai propri soci, che praticano professioni assimilabili a quella dei consulenti finanziari, di poter ricevere, al momento della nascita dell’Albo Unico dei Promotori e dei Consulenti Finanziari, l’iscrizione di diritto al nuovo elenco.

La creazione dell’Albo Unico, la c.d. “casa della consulenza” che metterà insieme promotori finanziari e consulenti indipendenti, è uno dei temi caldi che dovrà gestire il nuovo presidente dell’APF, Carla Rabitti Bedogni, superando una dicotomia che non ha più ragion d’essere.

La confluenza dell’AIAF nell’albo unico permetterà ad oltre 900 analisti finanziari professionisti di entrare (senza svolgere l’esame) nel settore della promozione finanziaria.

Il panorama competitivo cambia quindi ulteriormente per gli attuali promotori finanziari, che dovranno far fronte all’ingresso massiccio sul mercato di ex-bancari e giovani leve avvenuto in questi ultimi anni (come dimostrano i dati in forte crescita delle iscrizione all’esame) e ad un prossimo aumento del numero di consulenti finanziari indipendenti.

Ricordiamo che tra promotore e consulente finanziario la differenza è sostanziale, il primo opera per conto di banche o gruppi assicurativi, mentre il secondo è, per l’appunto, indipendente e potrà offrire un’ampia gamma di servizi che spaziano dalla finanza, alla previdenza, dall’immobiliare fino a tematiche aziendali e di patrimoni complessi.

Si va quindi verso una situazione molto simile a quella del mercato dell’intermediazione assicurativa, in cui la figura dell’agente assimilabile a quella del promotore è in declino, mentre aumenta il numero di broker indipendenti.

 

 

Diventare promotori: nel 2013 picco di iscritti all’esame

Quattro giorni non bastano, così si deve aggiungere un pomeriggio per far fronte al numero dei candidati dell’ultima sessione d’esame, molti dei quali e facile supporre che siano di provenienza bancaria.

L’Organismo per la tenuta dell’Albo dei promotori finanziari (Apf) ha recentemente dovuto aggiornare le date dell’ultima sessione d’esame per diventare promotore finanziario. Per la sola sede di Milano, si legge sulla delibera 510 pubblicata sul bollettino della Consob, la prova valutativa nella terza sessione dell’anno 2013 si è svolta anche nel pomeriggio del 18 novembre, oltre che nei giorni 19, 20, 21 e 22 novembre. E stata l’ultima sessione del 2013; la successiva si svolgerà nel 2014.

Quello di novembre ha tutta l’aria di essere un picco storico per l’Albo dei Promotori Finanziari. Le domande di iscrizione alla prova valutativa per diventare promotore finanziario sono cresciute del 19% nel 2013 rispetto al 2012, il cui dato aveva a sua volta fatto registrare un aumento del 10% in confronto all’anno prima. La ragione di questo incremento, secondo alcuni osservatori, sta anche nell’evoluzione del mercato bancario, sempre più propenso a preferire gli autonomi ai dipendenti. Molte banche si preparano inoltre a creare una propria rete di promotori, spostando dipendenti in esubero dallo sportello  alla promozione finanziaria. Invece di stare dietro lo sportello i bancari dovranno adesso sempre di più andare a cercare nuovi clienti o a proporre soluzioni a domicilio. E ciò ha come conseguenza l’avvio (o il riavvio) di reti di promozione finanziaria presso gli istituti italiani, con progetti in fase di studio o di esecuzione. Non è un caso che nel 2013 siano aumentati i reclutamenti da parte delle società di private banking. Banca Fideuram ha accelerato i reclutamenti e molti dei nuovi arrivati hanno un passato in banca. Nell’ultimo mese ha reclutato nuovi uomini anche Finecobank, una delle realtà campioni di raccolta nel 2013. Si veda il caso Bnl, ma anche i progetti di crescita della Banca Popolare di Vicenza e quelli di Poste Italiane.

I candidati nell'ultima sessione d'esame del 2013

(Fonte: Bluerating Novembre 2013)

Dire addio allo sportello per entrare in una rete di promotori e fare della consulenza il proprio mestiere è un’opportunità inoltre che attira sempre più i bancari italiani, spaventati dalla disdetta del contratto nazionale da parte dell’Abi e dai piani industriali degli istituti di credito, che da qui al 2015 prevedono di ridurre il personale almeno di 20 mila unità, e interessati dal recente massiccio spostamento del risparmio delle famiglie italiane dall’investimento immobiliare a quello finanziario.

E almeno una parte di loro è attesa a braccia aperte dalle reti. Che proprio negli anni 80 sono nate grazie alla fuoriuscita di molti addetti agli uffici titoli delle banche e agli uffici di cambio e negli anni 90 si sono invece sviluppate attirando nuove leve grazie al boom di borsa di quegli anni. Ma poi le cose sono cambiate e negli anni 2000 la professione del promotore finanziario ha perso smalto. Adesso, con la crisi delle banche, si torna alle origini.

Non è un caso che «quest’anno sono aumentati del 90% gli iscritti all’Albo dei promotori finanziari anche grazie all’afflusso di dipendenti bancari: erano 1.223 nei primi mesi del 2012, mentre quest’anno sono già 2.323», ha dichiarato Giuseppe Capobianco, direttore generale di Apf, l’organismo per la tenuta dell’Albo dei promotori finanziari. Il dato conferma un trend iniziato nell’ultima sessione d’esame del 2012 e sta producendo un incremento del numero di promotori finanziari attivi, che a fine settembre 2013 erano 21.100 (dati Assoreti).

L’allungamento dell’età pensionabile porta le banche a considerare anche fasce di età relativamente più giovani come potenzialmente interessate ad attività di riconversione esterna. Vi sono sempre più banche e gruppi che stanno individuando tra i propri dipendenti i consulenti di personal banking di area commerciale da formare adeguatamente e far iscrivere all’Albo dei promotori finanziari per ampliare i propri servizi con un modello che esce dalle mura delle filiali e va incontro al cliente. I dati dell’Albo confermano questo fenomeno.

«È interessante notare come si sia invertito il trend: i bancari che ricevevano dal proprio istituto un mandato da promotori lo scorso anno erano il 36%, mentre quest’anno raggiungono il 63%», dichiara Capobianco.

La prova d’esame: i risultati del 2012

Nel 2012 la prova valutativa si è articolata in tre sessioni alle quali hanno
partecipato 3.361 candidati, su 3.957 domande di iscrizione presentate (di cui
3.942 confermate), con una percentuale di promossi pari a circa il 36%.
Gli aspiranti promotori idonei alla professione sono stati complessivamente n. 1.212.

Senza tener conto dei ripetenti, cioè di quei soggetti che hanno sostenuto l’esame in più di una sessione nel corso dello stesso anno, gli aspiranti promotori sono stati n. 3.043 (n. 2.647 nel 2011).

Si è registrato un aumento delle iscrizioni alla prova rispetto all’anno precedente. In particolare, le domande sono aumentate del 10% rispetto al 2011. In aumento anche la percentuale di effettiva partecipazione rispetto al numero complessivo di domande di iscrizione pervenute, che passa dal 78,4% nel 2011 all’ 85,3% nel 2012.

L’Organismo per la Tenuta dell’Albo dei Promotori Finanziari ha provveduto ad operare una razionalizzazione anche sotto il profilo logistico-organizzativo delle prove valutative, prevedendo nel 2012 la riduzione a due del numero delle sessioni presso le sedi di Bari e Cagliari (anziché tre come a Bologna, Milano, Napoli, Palermo, Roma, Venezia). La sede di Venezia ha visto la percentuale maggiore di idonei (43%), subito seguita da Milano e Bologna (41%), Cagliari e Napoli (36%), Bari (30%), Palermo e Roma (25%).

Il voto medio dei partecipanti alla prova è stato complessivamente di 70/100
mentre quello degli abilitati di 88/100, tenuto conto che per superare il test è
necessario raggiungere una votazione minima di 80/100.

La terza sessione 2012 ha registrato sia il maggior numero di presenze sia il
voto medio più alto (71,7/100) rispetto alle due precedenti nell’anno.

La terza sessione di prove 2012, che ha raggiunto n. 1.765 iscritti (5 unità la
separano dal picco di iscritti che risale alla quarta sessione del 2010 e pari
a n. 1.770), è stata la sessione con il più alto numero di partecipanti effettivi
(n. 1.500) da quando è operativo APF (alla già ricordata quarta sessione
2010 si erano presentati in 1.329).
Anche la prima sessione 2013 ha stabilito un primato: il più elevato numero
di iscritti (1.485) mai registrato da APF in occasione di una prima sessione di
prove valutative. Di questi il 51% sulla sola sede di Milano.

Ha contribuito a questi risultati straordinari la forte partecipazione di dipendenti bancari appositamente preparati per sostenere la prova, oltre 1.000 iscritti, se si sommano tali presenze nella terza sessione di prove 2012 e nella prima sessione 2013.

APF svolge, inoltre, numerosi indagini, con il supporto dei propri sistemi di
business intelligence, al fine di monitorare i livelli di difficoltà empirica che
caratterizzano le prove degli aspiranti promotori. Gli argomenti più difficili su cui si rilevano più errori alla prova valutativa sono in ordine di difficoltà:

– Nozioni di diritto tributario riguardanti il mercato finanziario (%risposte errate 32,23%)
– Nozioni di diritto previdenziale e assicurativo (32,13%)
– Nozioni di matematica finanziaria e di economia del mercato finanziario;
pianificazione finanziaria; finanza comportamentale (29,70%)
– Diritto del mercato finanziario e degli intermediari e disciplina dell’attività di Promotore Finanziario (29,39%)
– Nozioni di diritto privato e di diritto commerciale (29,28%)

Le caratteristiche dei candidati alla prova valutativa

Con riferimento alle caratteristiche degli iscritti alle prove valutative l’età media degli iscritti alle prove del 2012 è di 34 anni, dato che si è mantenuto stabile negli ultimi anni. Circa il 71% dei candidati si distribuisce tra i 18 ed i 40 anni di età, il 34% è costituito da giovani sotto i 30 anni.

Inoltre, il 41% delle domande è presentato da un candidato laureato, dato in lieve aumento rispetto all’anno precedente quando i laureati raggiungevano il 40% del totale (e nel 2010 il 34%). La selettività della prova ai fini della professione di promotore è dimostrata anche dalla distribuzione della percentuale dei successi ottenuta dai candidati laureati (pari al 41%) rispetto agli aspiranti promotori in possesso di un diploma di scuola media superiore (pari al 32%).

Risulta, inoltre, confermata la difficoltà di accesso dei giovani o di coloro che
comunque intendano intraprendere ex novo la professione, tenuto conto che
il 77% degli idonei 2012 si è iscritto all’Albo entro il primo trimestre 2013 e di
questi solo il 46% (ovvero il 35% del totale degli idonei) ha ottenuto un mandato
da parte di un intermediario.

Focalizzando l’attenzione sui neopromotori under 30, nel 2012 sono risultati
idonei n. 348 giovani di cui, al termine del primo trimestre 2013, il 78% risulta
iscritto all’Albo e di questi il 60% ha sottoscritto un mandato ad operare.
Nel quadriennio 2009 – 2012, la percentuale sale al 67% sul totale dei giovani
abilitati (pari a n. 1.380).

L’interesse delle donne verso la professione

Il 32% del totale degli iscritti alle prove d’esame è rappresentato da donne.
Il dato risulta leggermente in aumento rispetto al triennio precedente che aveva
registrato una media del 30%.

Ampliando l’analisi sul titolo di studio, è, inoltre, possibile rilevare che tra i
laureati iscritti alle prove la percentuale di donne sul totale della popolazione
femminile è pari al 45% e supera quella corrispondente degli uomini sul totale
della popolazione maschile, pari al 39%.

La percentuale relativa al numero di donne che si iscrive alle prove valutative
(32%) continua ad essere quasi doppia rispetto alla percentuale di donne
promotrici iscritte all’Albo (17%). Il trend risulta stabile negli ultimi anni e se, da
un lato, conferma la potenziale attrazione verso la professione da parte delle
donne, dall’altro, rileva le difficoltà all’ingresso e alla permanenza che esse
incontrano.

Si riscontra, peraltro, che, nel corso del 2012, sebbene l’82% delle donne
risultate idonee alla professione si sia iscritto all’Albo, solo il 36% ha ottenuto un
mandato da promotrice.

La maggiore preparazione dei bancari

Le banche, come detto, faranno convergere in tutto o in parte i loro esuberi verso un canale di dipendenti-promotori finanziari. Ad oggi le banche hanno già avviato alla prova valutativa (con un importante attività di formazione) circa 1.000 operatori bancari con percentuali di superamento dell’esame che hanno toccato punte del 75% contro i picchi del 49% da parte dei candidati “non bancari”.

Le prospettive di lavoro e di retribuzione

Cresce il numero dei promotori finanziari che operanno in Italia per la prima volta dopo un decennio di contrazione nella numerosità dei pf. E secondo gli analisti Kepler Chevreux è l’inizio di una nuova golden era vista la necessità delle banche commerciali di ridurre il personale.

I piani presentati dagli istituti di credito spingono i bancari a considerare opportunità di lavoro alternative, mentre in passato la professione del pf era considerata più rischiosa rispetto alle sicurezze date dal posto in banca. Cliccando di seguito trovate un interessante articolo del Blog imprese+finanza di Fabio Bolognini con un titolo molto significativo: “Bancari sfrattati. Ora vanno sulla strada” in cui alla domanda: “Qual è il futuro dei dipendenti di banca in Italia?” il blogger risponde:

“i 54 sportelli per ogni 100.000 abitanti si confrontano con una media europea scesa da 48 a 41 nel 2011.”

“che ne sarà di tutti questi bancari sfrattati? Alcuni sono in età di pensione e verranno messi alla porta con una certa fretta, altri vicini alla pensione usufruiranno di scivoli pensionistici che accelerano la riduzione dei costi ma altri ancora dovranno essere riciclati in qualche modo. I metodi non sono molti: il più sbrigativo è la vendita in blocco di unità di backoffice come ha fatto MPS che sta cedendo centinaia di persone al duo Bassilichi-Accenture con le resistenze e il lamento che potete leggere in questo articolo. Il secondo, che non è ancora partito in larga scala, sarà il tentativo di ridurre prima, ed esternalizzare poi, i costi del personale trasformando una quota di personale fisso in ‘personale viaggiante’ senza contratti a tempo indeterminato ma con rapporti di collaborazione di vario tipo.”

Oggi inoltre, secondo gli analisti dell’investment bank, fare il pf è una professione più allettante anche dal punto di vista della remunerazione che è superiore del 47% rispetto a quella di un impiegato di banca in media.

Per il 2013 si stima una raccolta netta per le reti di 17-18 miliardi di euro, questo vorrebbe dire che il 2013 è stato il miglior anno per le reti di pf dal 2000. Nonostante l’economia in recessione la ricchezza finanziaria degli italiani continua a essere un asset interessante anche perché la parte di ricchezza investita nel risparmio gestito è ancora bassa rispetto alla media dei Paesi sviluppati (25% contro il 45%). I promotori oggi hanno una quota di gestione della ricchezza solo pari al 7%, ci sono quindi ancora grandi margini di crescita.

“Conquistare anche solo una piccola parte degli asset ora gestiti dalle banche commerciali può dare un ulteriore impulso alla già eccellente raccolta (pari a 180 miliardi negli ultimi 14 anni)”, dicono gli analisti Kepler Chevreux.