🎯 Esame IVASS 2026: Chi sono i candidati, cosa vogliono e dove va il settore assicurativo italiano


I risultati del nostro sondaggio e l’analisi dei trend pluriennali dal 2015 al 2026 raccontano una trasformazione profonda: meno voglia di aprire agenzie, più corsa al broker, professionisti sempre più consapevoli. Ecco il ritratto completo di chi si siede a sostenere l’esame quest’anno.


Il quadro 2026: 2.272 candidati pronti per l’11 giugno

L’esame IVASS 2026 per l’iscrizione nelle sezioni A (Agenti) e B (Broker) del Registro Unico degli Intermediari si avvicina a grandi passi. La prima sessione è fissata per l’11 giugno 2026 presso la Nuova Fiera di Roma, e i candidati ammessi sono 2.272. Un dato che, letto in solitudine, dice poco, ma inserito nel contesto degli anni precedenti — e nei risultati del nostro sondaggio che raccogliamo ormai dal 2015 — racconta una storia molto più interessante.

Prima di entrare nel vivo, è utile fare un passo indietro e osservare come è cambiato il profilo dei candidati nel corso di un decennio. Perché i numeri, da soli, non bastano: è il loro andamento nel tempo a rivelare dove sta andando il settore.


Il sondaggio 2026: cosa dicono i candidati di quest’anno

Il nostro sondaggio — rivolto ai candidati dell’esame di giugno — ha raccolto risposte anonime su tre aree fondamentali: motivazioni, profilo professionale e distribuzione geografica. Letti in continuità con i sondaggi degli anni precedenti — dal 2015 al 2025 — i dati di quest’anno ci consegnano un quadro di trasformazione progressiva e, in alcuni casi, di vera e propria accelerazione di trend già in atto.


1. 🎯 Le motivazioni: la carriera comanda, il broker accelera

Il salto di carriera: stabilmente in testa

La motivazione numero uno resta, anche nel 2026, “fare un salto di carriera all’interno del proprio ufficio”, indicata dal 35% dei candidati. Va letto con attenzione nel lungo periodo: era al 22% nel 2015, è salito progressivamente fino al 36% nel 2020 e 2021, ha oscillato tra il 34% e il 37% fino al 2023, per stabilizzarsi intorno al 35-36% nel biennio 2025-2026.

La direzione è chiara: l’abilitazione IVASS non è più percepita come un semplice requisito burocratico, ma come un investimento strategico nel proprio percorso professionale. Il candidato tipo del 2026 non è il neofita che vuole aprire uno sportello assicurativo: è il professionista già inserito nel settore che vuole formalizzare le proprie competenze e acquisire un titolo riconosciuto per crescere all’interno della struttura in cui già lavora.

“Solo per il curriculum”: l’abilitazione come asset professionale

La quota di candidati che sostengono l’esame “solo per avere l’abilitazione nel curriculum” si attesta al 10% nel 2026, in calo rispetto al 19% del 2025 e al 18% del 2023-2024. Pur con questa flessione nell’ultimo anno, rimane una motivazione strutturalmente presente: in un mercato del lavoro assicurativo sempre più competitivo, l’abilitazione IVASS è un differenziale nelle candidature che datori di lavoro e reti distributive guardano con interesse crescente.

Aprire un’agenzia: il sogno che si ridimensiona

Particolarmente significativa la parabola della motivazione “aprire a breve una mia agenzia”: era al 18% nel 2015, ha toccato il picco del 29% nel 2018, per poi scendere progressivamente fino al 17% nel 2026. Il calo è lento ma costante, e dice qualcosa di preciso sul mercato: con meno agenzie sul territorio e reti sempre più concentrate in grandi gruppi, aprire ex novo uno studio agenziale è percepito come un percorso sempre più difficile e meno attrattivo. I candidati lo sanno e lo riflettono nelle loro risposte.

Il rilevamento dell’agenzia di famiglia: stabile e strutturalmente importante

La motivazione legata al “rilevare l’agenzia di genitori o parenti” si mantiene costantemente intorno al 17% nel 2026, in linea con il 17% del 2025 e il 16% del 2023-2024. Percentualmente non dominante, ma racconta una dinamica fondamentale: il ricambio generazionale nelle agenzie indipendenti, che rappresenta una delle poche vie di ingresso ancora praticabili per chi vuole essere titolare di un’agenzia in un mercato in contrazione.

🔥 Il boom dei broker: il trend più esplosivo del decennio

Il dato più dirompente — confermato e rafforzato nel 2026 — è l’interesse verso la professione di broker e l’apertura di una società di brokeraggio15% nel 2026, in crescita dal 4% del 2015, dal 6% del 2021, fino al 14% del 2025. Un aumento di quasi quattro volte nel giro di un decennio.

Il trend non è una moda: è una risposta razionale e informata ai segnali del mercato. I broker oggi gestiscono circa il 50% del ramo danni e generano la quota principale della crescita dei premi nel segmento corporate. Il brokeraggio si sta ringiovanendo, con una forte crescita dei profili under 40. Le dinamiche di M&A e gli investimenti di private equity nel settore creano percorsi di carriera strutturati e attrattivi. L’autonomia professionale del broker — che lavora nell’interesse esclusivo del cliente, senza vincoli di mandato — è un plus sempre più valorizzato in un’epoca in cui la consulenza indipendente è la parola d’ordine.


2. 👤 Il profilo professionale: il subagente che vuole crescere

Subagenti: la maggioranza assoluta, stabile nel tempo

La categoria dei subagenti si conferma nel 2026 la più rappresentata, con il 49% dei candidati — in lieve calo rispetto al 51% del 2025 e al 50% del 2020, ma strutturalmente dominante nell’intero arco temporale analizzato. Nel 2015 erano al 37%: la loro crescita decennale riflette un mercato in cui il passaggio da subagente ad agente abilitato è diventato il percorso di carriera più comune e ricercato. Sono professionisti già immersi nel settore, che conoscono il mestiere dall’interno e vogliono fare il passo successivo.

Dipendenti di agenzia: stabili al 21%

dipendenti di agenzia si mantengono intorno al 21% nel 2026, in linea con il 21% del 2025 e sostanzialmente stabili negli ultimi anni (oscillando tra il 18% e il 22% dal 2015 in poi). Anche per loro, l’esame è spesso la porta verso una maggiore autonomia professionale e una posizione contrattuale più forte.

Produttori assicurativi: in calo strutturale

produttori assicurativi si attestano al 10% nel 2026, in linea con il biennio 2023-2025 ma in forte calo rispetto al 20% del 2015. Un trend che riflette la progressiva ristrutturazione delle reti di produzione tradizionali e la concentrazione delle compagnie.

Dipendenti di broker: in crescita costante

dipendenti che lavorano presso strutture di brokeraggio raggiungono il 7% nel 2026, in crescita costante negli anni rispetto al 5-6% del biennio precedente. Un dato che si muove in perfetta simmetria con l’interesse crescente verso la professione di broker: chi lavora già in una struttura di brokeraggio come dipendente aspira ad acquisire l’abilitazione per avanzare o per mettersi in proprio.

Candidati da altri settori: in aumento significativo

La quota di candidati provenienti da altri settori sale al 10% nel 2026, in crescita rispetto all’8-9% degli anni precedenti e in forte rialzo rispetto al 6% del 2015. Consulenti finanziari, private banker, professionisti dell’area legale e aziendale: il settore assicurativo attrae sempre più talenti esterni, attratti dalla possibilità di consulenza personalizzata, dall’autonomia professionale e da un mercato in espansione.


3. 🗺️ La distribuzione geografica: il Centro-Nord guida, il Sud cresce

Ecco il quadro completo del 2026:

Area geograficaEsame 2026Trend
Lombardia19%Stabile
Emilia Romagna / Toscana / Marche18%In crescita
Puglia / Molise / Basilicata / Calabria16%Stabile
Lazio / Umbria / Abruzzo14%In lieve calo
Veneto / Friuli / Trentino Alto Adige8%In calo
Piemonte / Liguria / Valle D’Aosta7%In calo
Sicilia7%Stabile
Campania7%Stabile
Sardegna3%Stabile
Totale Centro-Nord66%
Totale Sud e Isole34%

Centro-Nord Italia: 66%, ma con dinamiche interne molto diverse

Il Centro-Nord Italia nel suo insieme rappresenta il 66% dei candidati 2026 — dato stabile rispetto al 64% del 2025 ma in lieve recupero rispetto al 59% del biennio 2017-2018. Tuttavia, dentro questo aggregato si muovono dinamiche molto diverse tra loro, che meritano di essere lette separatamente.

Lombardia (19%) si conferma la regione più rappresentata in assoluto, seppur con un peso relativo che oscilla negli anni tra il 11% e il 22%. È il cuore pulsante del mercato assicurativo italiano, con la maggiore concentrazione di agenzie, broker e compagnie sul territorio nazionale.

Emilia Romagna / Toscana / Marche (18%) è la vera sorpresa del 2026: raggiunge il secondo posto assoluto tra tutte le macro-aree, superando anche aree tradizionalmente forti come il Veneto e il Piemonte. Il dato era all’11% nel 2016, è cresciuto progressivamente e ora tocca il massimo storico. Si tratta di un’area geograficamente ibrida — Nord e Centro — che riflette sia la vivacità del tessuto imprenditoriale emiliano sia la crescente maturazione del mercato assicurativo toscano e marchigiano.

Veneto / Friuli / Trentino Alto Adige (8%) e Piemonte / Liguria / Valle D’Aosta (7%) mostrano invece un calo progressivo rispetto ai valori storici (erano entrambe intorno al 13-14% nel 2015-2016). Non necessariamente un segnale di debolezza, ma probabilmente il riflesso di mercati locali già maturi, con reti agenziali consolidate e meno spazio per nuovi ingressi.

Lazio / Umbria / Abruzzo (14%) — classificato nel macro-aggregato Centro-Nord — è un’area in cui Roma gioca un ruolo determinante: la capitale è il principale hub italiano per la corporate insurance e il brokeraggio, e la domanda di intermediari qualificati è strutturalmente alta.

Sud e Isole: 34%, un motore geografico in consolidamento

Il Sud e le Isole rappresentano nel 2026 il 34% del totale dei candidati — un dato che si mantiene su livelli storicamente significativi e che negli anni ha mostrato un’evoluzione interessante: era al 40% nel 2017, è sceso al 31% nel 2021, ed è risalito progressivamente fino al 35% nel 2025 per assestarsi al 34% nel 2026.

La componente più rilevante è Puglia / Molise / Basilicata / Calabria (16%), che nel 2026 è la terza macro-area più rappresentata in assoluto dopo Lombardia ed Emilia Romagna/Toscana/Marche — un dato che non va sottovalutato. Seguono Campania (7%)Sicilia (7%) e Sardegna (3%).

Cosa spinge tanti candidati dal Sud a sostenere l’esame IVASS? Le ragioni sono tanto sociologiche quanto economiche. In aree con un tessuto di PMI in espansione e una propensione culturale all’autonomia lavorativa, il modello del subagente o del broker indipendente si adatta perfettamente: relazione diretta con il cliente, flessibilità, potenziale di guadagno legato alla propria capacità commerciale. In questi territori il settore assicurativo offre opportunità concrete di lavoro autonomo e imprenditoriale che attraggono candidati motivati e spesso molto preparati.


5 takeaway chiave dai trend pluriennali

Undici anni di sondaggi convergono su cinque messaggi precisi:

1. L’abilitazione IVASS è diventata un asset professionale, non solo un requisito normativo. Dal 22% del 2015 al 35% del 2026, la motivazione “salto di carriera” racconta una trasformazione culturale profonda. Chi si presenta all’esame lo sceglie, non lo subisce.

2. Il futuro si chiama brokeraggio. Dal 4% del 2015 al 15% del 2026: l’interesse verso la sezione B del RUI è la progressione più costante e accelerata dell’intero decennio. Il broker è la figura professionale che il mercato assicurativo italiano sta chiedendo con sempre maggiore urgenza.

3. Il modello agenziale tradizionale si ristruttura. L’apertura ex novo di un’agenzia non è più il sogno di riferimento: dal picco del 29% del 2018 si è scesi al 17% del 2026. Il ricambio generazionale nelle agenzie di famiglia resta l’eccezione strutturale.

4. La geografia del settore si riequilibra internamente. Dentro il macro-aggregato Centro-Nord, il peso si sposta: la Lombardia tiene, ma crescono Emilia Romagna/Toscana/Marche e il Centro, mentre il Nordest e il Nordovest perdono quota. Il Sud si consolida su livelli significativi e strutturali.

5. Il subagente rimane il candidato tipo, ma il profilo si diversifica. La quota di subagenti — dal 37% del 2015 al 49% del 2026 — riflette la maturazione del mercato. Crescono però anche le provenienze da altri settori e i dipendenti di strutture di brokeraggio: segnali di un mercato che attrae nuovi talenti con profili sempre più eterogenei.


Conclusione: il candidato 2026 è un professionista strategico

Il ritratto del candidato all’esame IVASS 2026 è quello di un professionista consapevole, spesso già operativo nel settore come subagente o dipendente di agenzia, che percepisce l’abilitazione non come un ostacolo burocratico ma come una leva strategica per la propria carriera. Conosce le difficoltà del modello agenziale tradizionale, osserva la crescita del brokeraggio, percepisce l’espansione del mercato e si posiziona di conseguenza.

In un mercato assicurativo italiano che nel 2025 ha superato i 181,9 miliardi di euro di premi e che resta strutturalmente sotto-assicurato rispetto alla media europea, le opportunità per chi entra nel settore con le giuste competenze e le giuste motivazioni sono reali e concrete.

L’11 giugno 2026, 2.272 persone si siederanno alla Nuova Fiera di Roma per rispondere ai quesiti IVASS. Dietro ogni numero c’è un progetto professionale, un obiettivo di vita, una scommessa sul futuro del settore assicurativo italiano.

Noi di esamerui.it saremo qui per seguirli, supportarli e raccontarne l’evoluzione.


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